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IL CONFINE DEL 1754 TRA LA REPUBBLICA DI VENEZIA ED IL TIROLO, SUL MONTE BALDO.  

2° ITINERARIO

 

 


SIMBOLI ALTIMETRIE 800x396

 


 

VISTA AEREA DEL PERCORSO

 

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IL CONFINE SU TAVOLETTA IGM 1:25.000

 

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IL CONFINE SU COPIA DELLA MAPPA ORIGINALE DEL 1753 

 

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IL CONFINE 

 

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DESCRIZIONE DEL PERCORSO

 

Di fronte al rifugio di Bocca Navene, si stacca dalla strada Graziani il sentiero che scende verso la valle del torrente Aviana.

Poco avanti il sentiero si biforca : in direzione N porta alla malga Tolghe, nella direzione opposta si dirige verso la malga Zocchi di Sotto.

Mantenendo la direzione N, in un paio di minuti ci si imbatte in un cartello , segnale di confine, fissato ad una pianta. Sulla parete rocciosa che a monte fiancheggia il sentiero, si potrà osservare una croce scolpita, probabile vecchio segno di confine antecedente al 1754, attualmente verniciata in celeste. Qui si trovava il termine n. 3, scomparso probabilmente a seguito dell’ampliamento del sentiero.

 

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In questo punto si abbandona il sentiero per scendere verticalmente lungo il fianco boscoso del monte e portarsi sul fondovalle con un dislivello di 160 metri. Per rintracciare il termine n. 4 ci si dirige, con partenza dal sentiero, in direzione 90° E, osservando le rare tabelle fissate agli alberi e che seguono il percorso del confine.

 

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La discesa  fin oltre il termine n. 4 si effettua in bosco di faggi. Dal termine n. 4 ci si dirige in direzione 110° ESE,sempre cercando di individuare le tabelle fissate alle piante.

Il termine n. 5 si trova esattamente alla fine della discesa, sopra una cengia sovrastante una strettoia della valletta.

 

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In questo punto, chiamato nei documenti del 1754 “Covalo o Camin”, il confine cambia bruscamente di direzione e segue il torrente Aviana sul fondo valle.

Del termine n. 6 non si è trovata traccia.

Seguendo il torrente si incontra subito la mulattiera che, provenendo da Pra da Stua, sale a San Valentino con il nome di Via Nova. D’ora in avanti si seguirà la mulattiera che fiancheggia il torrente sulla sinistra orografica della valle. Superato il bivio con il sentiero che sulla destra sale alla malga Zocchi di Sotto, la valle si fa più stretta ed il torrente si allontana in basso. Il termine n. 7, scolpito su d’un grosso masso, si trova sulla destra del torrente, e per poterlo ben osservare è necessario scendere al torrente con qualche precauzione ed attraversarlo.  

 

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Il termine n. 8 si trovava, e forse si trova tuttora, poco più avanti sempre sulla riva destra del torrente Aviana. Era inciso su roccia. Non è stato possibile nè rintracciarlo, nè accertarsi della sua mancanza a causa dell’assoluta impraticabilità del terreno dove il muschio ricopre uniformemente tutte le pietre.

Il confine che fin’ora si è trovato sulla destra del torrente, torna ad attraversarlo nel punto dove si trovava il termine n. 9 che ora, forse a seguito dei lavori di scavo effettuati sul sentiero per la posa dell’acquedotto, risulta mancante.

Come pure è mancante il termine n. 10, originariamente posto di fronte all’imbocco di val della Colma, sulla sinistra del corso d’acqua.

Si supera la presa d’acqua utilizzata per alimentare la condotta forzata di Pra da Stua, e si arriva in poco più di cento metri a q.1103, dove si guada il torrente per imbattersi subito nel termine n. 11.

 

 

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Si è ora nella località chiamata “Terre Verdi”, così descritta da Francesco Perotti Beno nel suo scritto “La Madonna di Montebaldo”: “Poco sopra Pra della Stua, sui pascoli d’ambo le rive, si trovano le miniere di terra verde e rossa, un tempo molto attive, ora quasi abbandonate”. L’anno era il 1935. 

Anche Ottone Brentari scriveva nel 1893: “....si vede l’ingresso di una galleria sotterranea e lì presso alcune casare per riparo degli operai”.

Riattraversando il torrente e mantenendo la direzione precedente, si arriva al lago artificiale di Pra da Stua, originariamente  prato sul fondo valle fino alla costruzione della diga.

 

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Nel 1460, in una sentenza riguardante i confini tra Avio e Brentonico, la località è chiamata “Stufa”. Altro nome risultante da antichi documenti dell’archivio comunale di Avio è “Prato Presbitero”.        

 

 

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Commenti   

 
# davide m 2012-09-20 11:35
molto interessante... . chissà quante cosa hanno da raccontare questi posti!
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