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APERCORRERE 

IL CONFINE DEL 1754 TRA LA REPUBBLICA DI VENEZIA ED IL TIROLO, SUL MONTE BALDO.  

6° ITINERARIO

 

 


SIMBOLI ALTIMETRIE 800x396

 


 

VISTA AEREA DEL PERCORSO

 

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IL CONFINE SU TAVOLETTA IGM 1:25.000

 

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IL CONFINE SU COPIA DELLA MAPPA ORIGINALE DEL 1753 

 

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IL CONFINE 

 

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DESCRIZIONE DEL PERCORSO

   

Dal Cavallo di Novezza si scende al passo Campione percorrendo quella che era chiamata via Carrara, la più importante via di comunicazione sul monte Baldo.

 

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Ancora nei primi anni di questo secolo, presso il confine tra Austria ed Italia al passo Campione vi era un posto di guardia della finanza italiana. Ulteriore testimonianza dell’importanza della via Carrara per l’economia del Baldo era data dalla presenza a mezz’ora di cammino dal passo, in direzione N, dell’osteria dell’Artilone, distrutta nel 1883 probabilmente da una valanga.

 

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Al passo Campione si trova il termine n.51 (vedi itinerario n.5).

 

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 Si affronta ora il ripido pendio del monte delle Erbe in direzione ESE.  Fino alla punta delle Redutte il percorso è privo di sentieri. Quindi indispensabili per rintracciare i termini di confine sono le indicazioni che si danno del percorso, ma anche l’osservazione attenta di tutti i segni che facilitano l’individuazione del confine.

 

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 Nel primo tratto della salita si trovano a terra spezzoni di filo spinato servito per delimitare i territori delle malghe, e che seguiva il confine. Lungo tutto il percorso sono abbastanza frequenti i segni di colore celeste su pietre (comprese quelle dei termini di confine !!!) e alberi, segni che indicani il confine forestale. Frequenti sono pure i cartelli metallici fissati alle piante, a volte in coppia e contrapposti: verso N quelli indicanti la riserva di caccia di Avio, verso S quelli della provincia di Verona.

 

Superato il primo tratto tra i faggi, il terreno si presenta sempre più ricco di fenomeni di carsismo ed erosione. Il un avvallamento prativo circondato dal bosco si trova il termine n.53, scolpito su d’un macigno.

 

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Si risale a destra dell’avvallamento e, proseguendo sempre in direzione ESE su terreno accidentato, si individua il termine n.54 alla sommità d’uno sperone roccioso.

 

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Si fiancheggia la roccia sulla sinistra e, superatola, si discende in un avvallamento sulla destra, all’estremità S del quale si trova una vasta apertura verticale, un inghiottitoio molto profondo.

Si risale il fianco sinistro dell’avvallamento (sempre tenendo per riferimento la direzione ESE) e si sale camminando alla base di una parete verticale, fiancheggiandola. Si raggiunge una bocchetta tagliata da una trincea , attraversato la quale si scende d’un paio di metri costeggiando quindi la roccia che si ha sulla sinistra.

 

Tale sperone roccioso, un cuneo, porta scolpito sul fronte E il termine n.55.

 

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La direzione da seguire per raggiungere il termine n.56 è ancora ESE. La salita si fa più ripida in bosco di faggi, tagliato a q.1550 da una strada forestale che scende al Cavallo di Novezza. Il termine n.56 si trova a pochi metri dalla cima del monte delle Erbe, sulla linea che divide il bosco  a S dai prati  a N.

 

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Il termine n.57 è posto alla sommità delle cengie che strapiombano sui pascoli di Malga Cerbiolo, in vetta a Punta delle Redutte.

 

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Ancora il Brentari è la nostra memoria storica per descrivere situazioni e luoghi del Baldo nell’anno 1893; così scriveva riferendosi a Punta delle Redutte: “Nome venuto da una ridotta (trincea) di sassi, ancora esistente, costruita dai Piemontesi nel 1848, sull’attuale confine. La località prende anche il nome di Monte della Guardia, perchè fu in quall’anno sito opportuno per i drappelli di osservazione dei belligeranti”.

 

Certo ora della trincea piemontese non v’è traccia. Numeroso sono invece le opere militari risalenti alla prima guerra mondiale e presenti su tutto il crinale di Monte delle Erbe.  Opere italiane.

Fanno parte della linea di fortificazioni che da Novezza, attraverso il Monte delle Erbe scende alla malga Cerbiolo e quindi a Praiscel ed in Val d’Adige.

 

 

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Si lascia il termine n.57 per tornare alla traccia di sentiero che si dirige a N.

 

Il termine n.58, spezzato, si trova ben visibile sulla cresta.

 

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Proseguendo sulla cresta, verso N, si incontra il termine n.59. Attualmente è caduto nella trincea sottostante.

 

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In basso, direzione N, si osserva il Pian della Cenere  e Madonna della Neve; verso O la catena del Baldo in tutto il suo sviluppo; in direzione E scende ripida la sottile cresta che porta al passo Cerbiolo.

 

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Si scende lungo la cresta in direzione E, facendo attenzione nel primo tratto all’uscita dalla trincea posta alla base del termine n.59. Il termine n.60 è visibile in basso, sulla cresta spartiacque.

 

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Poco più in basso del termine n.60 si trova un salto di alcuni metri che si deve aggirare dirigendosi dapprima a N, per poi riprendere la direzione E non appena si nota che il prato scende regolare.

Il termine n.61 è scolpito sulla parete rivolta ad E della roccia che ci ha costretto ad effettuare la deviazione.

 

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Di qui in avanti, fino al passo Cerbiolo, il percorso è più regolare e facile. Come facile sarà l’individuazione dei termini fino al n.65. Fino al passo il confine è segnato da filo spinato, e numerose sono pure le tabelle di confine. 

 

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