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aquila 389x640In cammino sui confini tra Venezia e il Tirolo

 

 

Sul giornale "il Trentino" del 3 novembre 2012 si scrive dei confini storici sul Monte Baldo

 

 

 

 

La ricerca di Marcello Cavagna che ha documentato la presenza dei cippi in pietra sul Baldo e sul fondovalle. Molti rovinati per segnare i confini dei boschi

di Flavio Rudari

 

AVIO. Per anni Marcello Cavagna di Pilcante, appassionato di storia locale ha passato giornate intere negli archivi di Verona, Venezia e Trento alla ricerca di mappe e documenti relativi ai cippi che segnavano l’antico confine nel 1754 tra la Repubblica di Venezia ed il Tirolo nel basso Trentino e sul monte Baldo.

Ne ha tratto un lavoro estremamente interessante, documentando uno ad uno (eccetto un paio mancanti) i manufatti di pietra incisi e catalogandoli con estrema precisione servendosi di gps che forse nemmeno gli uffici preposti hanno mai fatto con questa certosina precisione. Ora sul sito www.associazionetuteladelterritorio.org/it il suo lavoro viene pubblicato in più riprese proponendo degli interessanti itinerari lungo il territorio di confine passando proprio per queste testimonianze storiche.

L’idea però che il suo lavoro possa essere valorizzato giustamente in maniera più ampia è venuto all’assessore comunale Marino Salvetti ipotizzando di realizzare un sentiero (magari appoggiandosi al personale del cosiddetto Progettone) proprio lungo la linea di confine.

Un’ipotesi davvero interessante che potrebbe essere condivisa anche dai politici provinciali per ricordare il confine del vecchio Tirolo. Proprio gran parte di quei cippi però hanno bisogno di essere rimessi in sesto e ripuliti visto che in passato forse addirittura per opera del personale della Forestale o comunque di qualcuno sotto il loro coordinamento in maniera del tutto demenziale sono stati imbrattati all’unico scopo di delimitarne i confini boschivi.

Ma anche i cippi che si trovano a Borghetto andrebbero ricollocati perché dove si trovano ora non corrispondono alla loro posizione originaria mentre nel magazzino comunale sono in attesa di essere sistemati gli apici di due cippi. Gli altri due cippi in giacenza presso il magazzino sono stati invece sequestrati ad un privato che li teneva in bella mostra nel suo cortile di casa a due passi dal confine.

All’epoca sembrava che nel giro di breve tempo sarebbero stati ricollocati nelle loro posizioni originarie ma sono già passati due anni da quando carabinieri e personale della soprintendenza sono andati a prelevarli con l’aiuto del personale comunale di Avio.

E come se non bastasse ora si vocifera che c’è chi vorrebbe portare presso il museo del catasto di Trento uno di quei cippi: un’azione assurda che gli aviensi non gradirebbero di certo.

 

il Trentino, 03 novembre 2012

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