Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

Perchè rimaniamo dall'altra parte dello specchio.....

 

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Quella che segue è la lettura che dà l'Associazione Tutela del Territorio alla serata del' 8 novembre. Legittimati nella differente interpretazione anche da una pluri-decennale esperienza che ci evita la riproposizione di quella retorica e del   consuetudinario lessico, nel quale non di rado queste multiformi serate finiscono per scivolare e che nella fattispecie trova conferma nel titolo.

 

Una vicenda che per molti sembra essere nata nell'aprile del 2019 per finire ….

 

…..l' 8 Novembre 2019.  

 

La nostra non sarà la verità, come ovvio, non quella assoluta, ma sicuramente quella che nell' immaginare gli scenari futuri, più si avvicina alla realtà perchè si è radicata con l'esperienza e rafforzata nella capacità di interpretare le mezze parole, per aver inoltre l' Associazione acquisito una certa assuefazione nel distinguere le frasi enfatiche da quelle brevi, spesso lasciate sospese, che però lasciano trapelare un'intima verità.   Questa è la lettura di una serata al netto degli accorati appelli e manifestazioni di solidarietà, che guarda le poche proposte e sottolinea gli effimeri impegni.

 

Abbiamo ascoltato la situazione e analizzato i fatti, di ieri e di oggi. Solo i fatti, emersi dalle parole dei relatori, per chiudere con qualche ipotesi e valutazioni personali.

 

40 anni di convivenza con il problema, le molte denunce, gli esposti, i confronti e scontri, le molte delusioni e inganni , qualcosa ci hanno insegnato.

 

La serata avrebbe dovuto rappresentare la sintesi del lavoro svolto dal Comitato,   integrata da   una esposizione   dei provvedimenti assunti dall' Amministrazione; un incontro quindi per fornire delle risposte alle tante tante domande contenute in una ponderosa lettera * che lo stesso Comitato fece pervenire al Sindaco e a tutti i Consiglieri Comunali il 15 ottobre ; circa un mese fa, e della quale non è stato fatto alcun cenno.   Chissà, forse condannata all'oblio   per le troppe responsabilità reciproche che conteneva.

 

Ma cosi non è stato per il semplice fatto che nessuna delle richieste fatte, discusse e consegnate dal Comitato e concordate con l'Associazione Tutela del Territorio, è stata affrontata in modo approfondito. Anzi non sono state neppure menzionate e forse questa   mancanza voluta o meno, merita una giustificazione.

Il contenuto di quella lettera non costituiva solamente una traccia   di discussione, e neppure accorate petizioni.

Come convenuto con l' Associazione, quelle   dovevano rappresentare precise richieste all' Amministrazione, formulate in modo tale da sollecitare l' esecuzione di rapidi ed efficaci impegni .

 

Ma vista la coreografia della serata, è stato subito evidente che l'incontro   aveva il solo scopo di giungere in porto   senza scossoni con una navigazione tranquilla in acque amiche.

 

Una serata all'insegna di una equa ripartizione di spazi nei quali enunciare ciascuno le proprie tesi, senza confronto dialettico e tanto meno scontri. Queste le impressioni avute da molti dei partecipanti: “ Bene, cerchiamo di non litigare, di dare un'immagine di unità, di rassicurazione., di rinnovato spirito di collaborazione e di concordia.”

 

Non siamo contro la collaborazione e l'unione delle forze, siamo stati i primi a chiederlo ancora nell'incontro di Chizzola, ma con una precisa distinzione di ruoli. Qual'è lo scopo di un Comitato se non quello di avanzare richieste, pretendere azioni concrete? Vigilare su di esse e perseguire la propria linea di comportamento? Mantenere fede alle tante rassicurazioni date?

 

Incontro? Scontro? Confronto? Nessuno dei tre.

Una conferenza stampa per ribadire uno scontato no, ma tralasciando di dire in maniera convincente e concreta come quel NO sarebbe stato conquistato.

 

Lo stesso incontro con il Presidente Fugatti rivestiva una mera funzione politica e assolveva al compito importante, di consegna delle firme. Ma con un' imperdonabile dimenticanza o voluta sottovalutazione, si è preferito forse non sentire o peggio, ignorare, l' affermazione della dott. Ferrario   della SAVA: Stiamo valutando l'opportunità di richiedere al proponente la discarica di ridurre il quantitativo dei conferimenti”(ndr).

 

Nessuno sembra aver compreso quella frase, né si è assunto l'incarico   di   sottolinearne e stigmatizzarne   il drammatico contenuto.

 

La serata era/avrebbe dovuto essere del Comitato per comunicare con l'interlocutore privilegiato : il Pubblico. La presenza, opportuna ma con una precisa funzione, dell' Amministrazione Comunale doveva rappresentare la concreta assicurazione circa i provvedimenti richiesti e la garanzia di altre autonome iniziative .

 

Purtroppo, parlando di cose concrete, non è dato di sapere, cosa abbia sinora fatto l' Amministrazione o quale e quanta parte delle richieste sia stata accolta.

Un accenno al previsto tavolo di lavoro permanente , un brevissimo riferimento alle consulenze giuridiche e tecniche richieste ( non certo ad affermati studi di ricerca ma a un non ben definito dipendente della Federazione Consorzi).

 

Neppure un cenno alle contromisure nella realistica ipotesi che il progetto sia autorizzato.

 

Cosa fare nel caso in cui..........?   Un buon padre di famiglia pensa anche a possibili tempi bui, qui no. Qui sembra di ballare sulla tolda del Titanic affidandosi a miracolosi interventi dall'Alto. L'ipotesi che la PAT avochi a se la competenza sulle discariche non può e non deve escludere l'esame di possibili   altri interventi . Non si può escludere che le aggravate aggiunte difficoltà , potrebbero non essere considerate così negativamente.

 

Si è assistito al distacco di entrambe le parti dal mandato iniziale:

 

-         Il comitato dalla responsabilità di non aver sufficientemente capitalizzato l' immenso valore rappresentato dalle firme , ignorando con quali premesse erano state raccolte. Di aver cestinato gli accordi collegialmente assunti, ma questa è una questione d'onore e correttezza.   Di aver lasciato trascorrere troppo tempo per interloquire con la gente;

     -         l'amministrazione per aver disatteso la sostanza della mozione di quel Consiglio Comunale nel quale, è bene ricordarlo, la maggioranza si era presentata benevolmente disposta verso il progetto discarica e che solamente la presenza di un folto pubblico ha determinato il risultato finale.

 

Una serata che a nostro personale avviso chiude forse l'ultima concreta risorsa a disposizione del Comitato per promuovere e sostenere una piattaforma di lotta e se la parola spaventa qualcuno, chiamiamola, di lavoro.

Nessun altro incontro potrà trovare spazio nel periodo elettorale , tranne quelli che il Comitato potrebbe autonomamente organizzare.

 

Cosa resta ai 1861 firmatari?

 

-        Rassicurazioni concesse a piene mani

-        Nessuna iniziativa concreta in divenire

-        Una informazione carente

-      Nessun provvedimento assunto, nessun incarico conferito ad esperti, ripetiamo il concetto: ad Esperti, Studi Tecnici, Studi Legali, consultazione con Enti che queste situazioni le hanno già vissute

-      Nessun atto, perchè un' Amministrazione si esprime per atti e lo stesso tavolo di lavoro non è una immagine virtuale, ma il risultato di provvedimenti deliberativi ispirati a norme e disposizioni . Non è un generico figurato modo di rappresentare un dialogo. Il tavolo di lavoro è qualcosa attorno alla quale si raccolgono le forze politiche, economiche, l'associazionismo e molti esperti.   Uno strumento di analisi e di elaborazione di proposte, un lavoro laborioso e lungo per definizione e siamo a dicembre! E a Maggio si vota!

-     Resta il rammarico per le tante occasione per informare e denunciare qualche comportamento scorretto ( vedi la III. Commissione in visita alle cave-vedi il comportamento Sava/Baruzzi - vedi inchiesta di QT Questo Trentino). Episodi,questi, lasciati cadere senza alcuna analisi.

-    L' assenza della consapevolezza della tempestività e puntualità con la quale la controparte si muove (il Comune avrebbe avuto anche quelli) sicuramente con la stessa o una maggiore determinazione.

 

        Ancora altri convincimenti e sensazioni . Tra questi menzioniamo:

 

  1. La consapevolezza che il Comitato   abbia compiuto una scelta politica :   “ Tutti amici ” come se in una simile contrapposizione non intervenissero interessi, timori, scelte, posizioni anche ideologiche diversi. L' impressione è quella di una cessione della delega di rappresentanza al Comune.  Ma se le posizioni cono così vicine e il clima collaborativo cosi' conciliante, a che un Comitato di Lotta? La sola convenienza che deriva da questa scelta, risiede esclusivamente nel crederlo.
  2. Molte delle persone ascoltate, sono apparse perplesse   e l 'impostazione forse troppo soft, troppo attendista e molto fiduciosa nei confronti di coloro che dovrebbero, sollecitati, provvedere.
  3. Il convincimento che se non tutto, molto sia fideisticamente affidato a decisioni da    assumere in   altre sedi, limitando all'essenziale (?) il contrasto locale. La corale opposizione alla discarica ( e chi potrebbe mai dissociarsi?) c'è stata, ma nessuno  ha suggerito o proposto le modalità fattuali.
  4. E' stato volutamente o meno escluso dalla vertenza la bonifica delle ex cave ora discariche di Neravalle-Casarino-Pereri, nonostante l'ordinanza comunale di sgombero della discarica Pereri, ordinanza confermata nella sua validità dal Tar e dal Consiglio di Stato. Perchè?
  5. Non è stato  considerato nella sua pienezza il futuro dell'intero territorio compreso nel piano cave. Succederà come alle pedine di grande Domino, ne cade una (Manara) e le altre seguiranno. Altro che 12 anni! Non sono sottovalutazioni da poco. Per ingenuità o per inesperienza.                
  6. Resta la delusione per quei proclami di lotta così precocemente abbandonati,   “ Di chi la colpa? - di Cesare! ”

 

Nessun consiglio o suggerimento, come si può notare. Questi sono stati richiesti e forniti, ascoltati alcuni e cestinati altri.

La Nostra collaborazione, come indicato nella lettera di Marcello, (vedi) è stata sollecitata, fornita e non limitata a consigli poco impegnativi, ma si è espressa con un fitto lavoro di documentazione e ricerca che solo l'esperienza poteva consentire di compiere in tempi cosi ristretti.

L' obiettivo dell' Associazione rimane quello del Comitato . Un no alla discarica. L' Associazione ovviamente non può e non intende assolutamente togliere quella legittimità e autonomia che il Comitato si è conquistato con le 1.861 firme. Se osservazioni andranno fatte e critiche manifestate non saremo sicuramente latitanti. L' Informazione garantita in questi mesi è la dimostrazione di come e con quale tensione sia vissuto il problema. Un Capitale pesante da gestire e una responsabilità che non potrà essere condivisa con alcuno.

 

la Redazione

 

* questa la lettera consegnata il 15 ottobre 2019 al Sindaco di Ala ed a tutti i Consiglieri comunali