Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

Associazioni in cerca di spazi

 

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La Città di Ala ricca di Palazzi e desiderosa di divenire sede di futuri Musei, non dispone di un numero sufficiente di sale o ambienti nei quali il numeroso e attivo associazionismo, possa esercitare la propria attività.

In verità non ne dispone per nulla, non almeno di pubbliche. Sono state conteggiate in 72 tra piccole grandi, operative o quiescenti, le Asssociazioni che sono a vario titolo presenti sul territorio comunale.

La periferia può , almeno in questa situazione contare sulle sale parrocchiali o su quelle pubblihe ( Pilcante-Chizzola-S.Margherita).

 

Il Teatro/cinema Sartori ** come la Scala accoglie gli eventi in modo centellinato , riducendone l'uso a poco più di 50/60 giornate l'anno. Troppa la spesa per un suo più ampio utilizzo? Difficile sostenerlo a fronte degli stanziamenti reperiti e stanziati annualmente per le manifestazioni dei velluti e dei mercatini di Natale.

 

Inutilizzabile la Sala Zendri per possibili e presunti ma non esplicitati e motivi di staticità, ai quali ci si guarda bene dal porvi rimedio. Le cause? Forse i lavori di riqualificazione del vicino comparto commerciale, forse la vetustà dell'edificio, forse una cattiva progettazione di altri lavori, forse anche una dimenticanza o un diverso ordine di priorità. In mancanza di un' informazione che dovrebbe essere continua e dettagliata , qualsiasi congettura è autorizzata .

All'atto pratico la sala non solo non è praticabile ma non se ne intravede alcuna volontà di recupero eppure ancora la passata legislatura vale a dire almeno 8 anni or sono si proponevano progetti di riqualificazione.

Qualche Assessore aveva fatto delle proposte assolutamente sostenibili e di buon senso. Una normale riqualificazione e adattamento tecnologico. Ma la filosofia sembra sempre essere quella del di più, del “più” meglio, del più grande e del più costoso.

 

L' aula Magna della Scuola Media potrebbe essere un' alternativa come avviene in moltissimi Edifici scolastici del Trentino, ma la decisione per una concessione rimane in assoluto nelle disponibilità dell' autorità scolastica.

L' acquisto dell' ex Canonica di Via Anzelini sembrava poter fornire delle, sia pur temporanee, soluzioni, ma ahinoi, i pochi accessibili spazi sono utilizzati come deposito. DEPOSITO! Solamente la perdita di lucidità o un' eccessiva considerazione dei propri fabbisogni, può aiutare a comprendere un simile atteggiamento.

 

La Saletta dedicata al Maestro Coser ( un inaudito sforzo di magnanimità alla memoria per colui che ridiede ad Ala la sua Biblioteca) per mai risolti motivi di “ sicurezza” è concessa dopo aver commisurato con il bilancino del farmacista le richieste, la loro tipologia, gli orari di effettuazione dell'iniziativa, la valutazione nel merito delle richieste. La sala è quindi usata come pertinenza delle attività della Biblioteca. Giusto? Potrebbe esserlo in condizioni di disponibilità sul territorio.

 

Rimangono la Sala dell' Oratorio Parrocchiale, quella della Edificio concesso in uso al Gruppo Alpini di Ala, la saletta del Centro Anziani, ma tutte per motivi diversi e per la particolarità della costruzione si prestano solo per impegni “mirati”.

 

Recentemente, ma solo in presenza di prestigiosi eventi, (?), si usa il salone di Palazzo Pizzini ancora in attesa di trovare una sistemazione una volta completato il restauro infinito. Si usa la sala come rappresentanza del Comune o meglio, per ciò che il Comune ritiene lo possa essere per l'immagine.

Spesso un uso necessario ma comunque improprio, specie se l'utilizzo si configura per scopi commerciali.

Facile scivolare come successe al MART appena inaugurato nella richiesta d'uso per il raduno annuale “Pippo Zanini”. Stoppata dall' architetto Botta con indignazione e una certa irritazione.

 

Un grazie alla Cassa Rurale della Bassa Vallagarina per la incondizionata messa a disposizione dell' Auditorium, senza il quale poche sarebbero le iniziative che potrebbero avere una diffusione o una finestra sul territorio.

La stessa Università della Terza età trova ospitalità nella struttura di cui sopra, nonostante per vocazione e funzione avrebbe potuto utilizzare la Sala Coser. Ma alle perplessità sopra esposte preferiamo non aggiungerne delle altre.

 

In tono minore ma non meno encomiabile la disponibilità che la Casa di Riposo di Avio da della saletta situata all'interno delle Casa dell' Anziano in Piazza Giovanni XXIII.

 

Esiste , e lo abbiamo più volte ricordato, la ex sala Foyer o fumatori dell' ex Teatro Sartori, già utilizzata dalla Banda Cittadina. Un pregevole spazio utilizzabile, una volta riconsegnato ristrutturato alla collettività, per molte e diversificate iniziative.

 

Le amministrazioni si susseguono, manifestano volontà di recupero, sognano in grande, un modo per non concludere nulla e gli esempi sono ormai numerosi, anche troppo e anche disdicevoli. Si progettano auditorium, si prospettano ampie ristrutturazioni ( Cinema / Teatro ex Canonica quello che tra molti decenni diverrà l' Edificio delle ex Scuole Elementari ), si pensa in grande e ci si perde nel piccolo, che notoriamente non dà prestigio.

 

Palazzo Taddei che pensiamo   non diventerà mai un Museo, non almeno come si cerca di far credere, una volta restaurato potrebbe rendersi utile alla collettività con la messa a disposizione dell'ampia sala con soppalco del secondo piano.

 

Attendiamo infine di ammirare , ma la corsa è ormai al capolinea , il progetto Museale che tanta rilevanza aveva nel programma di governo.

Non certo un progetto organico, esaustivo, dettagliato e completo, neppure una valutazione finanziaria e di sostenibilità generali, bastavano alcune indicazioni anche di massima, la formulazione di un idea d'insieme ma complessiva . Anche una visione di quello che dovrebbe restituire Ala al suo Secondo Rinascimento.

Era nei programmi della politica locale ma che naviga alto tra fantasiose idee , inattuabili progetti, poca concretezza, qualche consulenza, progettazione, studio, verifica, …. insomma, tutto si muove in maniera instabile, velleitaria, e sempre inconcludente.

 

E intanto, mentre si fantastica o meglio si pensava, ad un Tendone tipo Palaonda o Palatrussardi , si sciupano 380.000€ per la copertura di un campo da tennis che solo quello sport potrà ospitare . E gli altri? Preghino qualche loro santo in paradiso.

 

la redazione

 

**  teatro/cinema Sartori

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