Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

 

Un “Coccodrillo” scaramantico?: un saluto in anticipo e un addio ai cipressi della

nostra infanzia e di quella di moltissimi altri alensi

 

 cipressi ala

 

 

Laddove le vie fan crocicchio poggiata a un cipresso è la Croce. Sul nero del legno risplendono i numeri bianchi: ricordo del giorno. La gente passando si ferma un istante, e sol con due dita toccando leggero quel legno fa il Segno di Croce.“ (A.Palazzeschi)

 

Il distacco di qualche sasso dal muraglione, la manifestazione di paura di qualche vicino, lo shock per la tempesta Vaia dell'ottobre del 2018, sono alla base della decisione assunta il 30 aprile, ma maturata molto prima, dall' Amministrazione Comunale per autorizzare il taglio dei monumentali cipressi che fanno corona alla Parrocchiale nell' area che fu il vecchio cimitero della curia.

 

Il cipresso è una pianta monumentale anche quando vive isolata.

In un insieme cosi coreografico come quello della Parrocchiale, crea un angolo caratteristico, molto piacevole e per una cittadina che vanta trascorsi illustri e ha fatto del suo centro storico il fulcro per il rilancio turistico, anche con investimenti importanti, sembrerebbe logica e opportuna la salvaguardia del paesaggio.

 

La /le perizie evidenziano una sofferenza dei grandi muraglioni e l 'insistenza delle piante non solo con il peso ma con il movimento delle radici, peraltro superficiali, non intrusive , costituisce, a detta dei periti, una concausa per la sicurezza del manufatto. Una delle possibili cause quindi , perché se da un lato è innegabile la sofferenza del muro, non è detto che l'adozione della soluzione più sbrigativa elimini il problema. Altrettanto innegabile è però che essa rappresenta il percorso più immediato e semplice.

 

Nulla garantisce che l'abbattimento dei cipressi, elimini automaticamente il problema e restituisca al muraglione l'originaria stabilità. Il manufatto supera abbondantemente i 250 anni, la manutenzione, prima della Curia poi delle amministrazioni comunali è sempre stata carente per quella parte del complesso.

Forse sarebbe opportuno rivedere il problema nel suo insieme prevedendo un unico intervento, a tutto tondo, o come si sul dire “multidisciplinare”, che tuteli   l' incolumità dei cittadini, assicuri stabilità del muro e salvaguardi   nel contempo la conservazione delle piante. I tre problemi possono essere connessi e risolti unitariamente. Problemi   che se non subito (?)   dovranno essere comunque affrontati e risolti. Perché non ora e non a spizzichi?

 

Nessun consiglio di carattere tecnico “ ofelè fa el to meste”, solo la preoccupazione di un cittadino nei confronti   di un angolo di città che rappresenta aspetti non solo paesaggistici e che andrebbe tutelato.

 

Però troppo volte i questi anni. sotto diverse latitudini politiche, nelle più svariate circostanze ho sentito riecheggiare   la frase traboccante retorica: “ Non voglio avere sulla coscienza.........bla, bla, bla”

 

Riporto quale esempio di sintesi e razionalità, il commento, peraltro pubblico, dell' amico Bepi:

“Nel nome di una totale e, in quanto tale, irrealizzabile sicurezza, si eliminano elementi caratteristici e pregevoli del nostro paesaggio urbano. Altrove non è sempre così, ad esempio a Trento, dove in centro ci sono enormi alberi plurisecolari a ridosso di case e palazzi.”

 

Il paesaggio è tutelato, è una memoria storica e culturale oltre che elemento di ricchezza e dall' immenso valore estetico, la sua conservazione ha un costo, anche se la tendenza per motivi di risparmio e forse, perchè no, anche per pigrizia nell'assumersi spesso delle responsabilità, fa si che la via più breve sia la più battuta.

 

La messa in atto degli accorgimenti che la tecnologia offre, un approccio più attento, il prevalere della sensibilità su una praticità non di rado improntata al decisionismo di prudenziale maniera, possono compendiare molte delle esigenze manifestate dando tranquillità anche alle paure del singolo.

 

La beffa, perché è questo che si paventa, è che le piante verranno tagliate e il muraglione potrà comunque franare in villalta. E allora? Si invocherà l'imponderabilità, il fato, la pioggia ?

 

Le sofferenze di un muro di quell' età, di quelle dimensioni, sovrastato da piante plurisecolari, non risalgono all'altro ieri ed è stato sottoposto solo all'usura del tempo, raramente ad imponderabili improvvisi eventi. Il manufatto invecchiando diventava debole, abbisognava di attenzioni, E allora la domada inevitabile. E fare prima un sopralluogo a quello come a tutte le altre  infrastrutture della città, proprio non era possibile? Una buona vigilanza e manutenzione sono indispensabili, intervenire con l'efficientismo dell'ultimo momento aggrava le responsabilità o di certo non le attutisce.

 

La politica potrà essere bistrattata, criticata, insultata e offesa, ma costituisce ancora il solo riferimento a tutela del cittadino contro un potere che la legge ha voluto assegnare all'alta burocrazia.

Una capacità decisionale gestita con l' adozione di provvedimenti che forse spetterebbero a chi ha la rappresentanza de iure e de facto la città.

Compito importantissimo dei tecnici è fornire un ventaglio di soluzioni, esprimere considerazioni, offrire uno spaccato il più possibile completo e realista delle problematiche , rimettendo alcune scelte all'organismo politico.

Almeno per quei casi che comportano sensibilità e visioni diverse . Non si sta discutendo dell'albero ammalato o vecchio, ma della stabilità della parte alta della città che non si è materializzata nell'ottobre del 2018.

Ma la burocrazia è matrigna , chiamata in causa, reagisce .

 

Un insieme fortuito di circostanza, una foto, un commento sui social, hanno portato il problema a conoscenza .

La sensibilità e disponibilità di alcuni Amministratori, del Sindaco e dell' Assessore competente, hanno deciso la sospensione del provvedimento, assunto, come la legge contempla, direttamente dall' apparato burocratico.

Il tema verrà riesaminato a breve sperando che “ la provvidenziale intromissione della politica” consenta un ragionamento molto più sfaccettato.

 

E' parere, ovviamente discutibilissimo di chi scrive, che in nome di una trasparenza e di un auspicato buon governo, sia stata sottratto al potere politico troppa capacità decisionale. Una depauperazione che ha delegato ad altre mani una concentrazione di potere, che potrebbe minare le fondamenta di una amministrazione nata libera e democratica. Quale burocrazia ascolta preventivamente comitati e associazioni di cittadini? Nessuna se non proprio illuminata. Questo, compito spetta alla politica ed è giusto sia così.

 

C' è forse un cittadino che non abbia mai imprecato nei confronti di   decisioni ritenute ingiuste? contro ritardi subiti, sopportati o anche solo “percepiti”?, c'è qualcuno che non sia rimasto frustrato dall' impotenza di   non riuscire ad individuare le cause effettive o le responsabilità mimetizzate non di rado dall'anonimato della “norma”, nascoste tra le pieghe del “codicillo”, protette dal regolamento ?

 

Soluzioni? Difficile trovarne e nell' eventualità, impossibile applicarle.

Ma una mi sento di proporla. Qualche determina in meno e qualche delibera di Giunta in più. Cum grano salis, ovviamente, ma con un sano realismo e attenzione verso le sensibilità necessarie alla scelta: ovviamente politiche .

 

Solo preoccupazioni ed elucubrazioni? Forse le seconde, non certo le prime. Pronto a far atto di contrizione nell'eventualità di un soprassalto di amore verso la città da parte dell' Amministrazione.  

 

Ma non credo sarà così, solo nelle favole i buoni trionfano.

Mi sto piano abituando al cordoglio, al dolore profondo che già mi ha avvolto.

 

Un saluto  Luciano