Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

Politica populista

 

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Qualche settimana fa il “Trentino” pubblicava un articolo a firma di Andrea Selva dove venivano presentate due tabelle ed un grafico.

 

Una tabella relativa ai dati delle regioni italiane riguardanti la raccolta differenziata dei rifiuti, l’altra sulla produzione di rifiuti pro-capite giornaliera (dati Utilitalia del primo quadrimestre 2017).

 

Il grafico, invece, mostrava i dati  della raccolta differenziata del 2016 nell’ambito  delle Comunità di Valle della Provincia di Trento.

 

La regione Trentino-Alto Adige risulta nettamente prima con l’82% della raccolta differenziata e, come fa notare il giornalista, il maggior merito per questo risultato va alla provincia di Trento (a Bolzano servono i rifiuti per l’inceneritore).

 

Il solo grafico relativo alla classifica 2016 delle Comunità di Valle non ci permette di comprendere  ed analizzare l’andamento delle raccolte se non lo confrontiamo con un altro grafico, quello del 2010.

 

 

grafico

 

 

Dal confronto dei dati possiamo immediatamente rilevare quali Comunità hanno migliorato in maniera significativa la percentuale di Raccolta Differenziata.

 

Sono la Comunità delle Valli Giudicarie con un più 24,5% di RD e le città di Rovereto e Trento con un aumento di circa il 18% di RD.

 

In fondo alla classifica risultano la Comunità  Alto Garda e Ledro con il 60,95, la Comunità della Val di Sole con il 64,3% e la Comunità della Vallagarina con il 66,8%.

 

Ricordo che i dati della raccolta differenziata vengono calcolati al lordo, cioè senza detrarre gli scarti, che talvolta raggiungono  il 40%, contenuti nei cassonetti della plastica e della carta, dove queste tipologie di rifiuto vengono raccolte con il sistema stradale.

 

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Ala, isola ecologica

 

Detto ciò, i più grandi miglioramenti sono riferiti ai bacini di raccolta che sono passati   ad una misurazione del  rifiuto secco e   con l’applicazione di una Tariffa Puntuale.

 

Ultime rimangono le Comunità dove queste metodologie di raccolta e di tariffazione non vengono ancora applicate.

 

Tra queste è incredibile la scelta della Comunità della Vallagarina, dove, da una decina d’anni e con l’impegno di considerevoli risorse è attiva la misurazione puntuale del rifiuto secco, di non procedere all’introduzione del Porta a Porta Spinto ed all’applicazione della Tariffa Puntuale.

 

Addirittura, con la minaccia dell’aumento dei costi, frenavano la volontà di alcune amministrazioni di passare al metodo del porta a porta integrale.

 

 

Ora che  il Comune di Villa Lagarina, che con l’applicazione della raccolta spinta ha raggiunto il 78% di rifiuto differenziato e ha promesso una riduzione del 12% medio delle tariffe rifiuti, questa bufala è stata smascherata.

 

Anche il controllo del conferimento dei vari rifiuti negli specifici bidoni viene spesso disatteso, è inconcepibile la quantità di imballaggi  gettati da alcuni supermercati nel bidone del residuo!

 

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Particolare dove si evidenzia il conferimento senza separazione dei rifiuti.

 

Controllo che l’Amministrazione di Ala  non sa o fa finta di non sapere che è di sua competenza,  non so cosa sia peggio. Da anni continua a scaricare sulla Comunità di Valle le proprie competenze, in primis il controllo del corretto conferimento dei rifiuti differenziati e il secco residuo. Compreso il corretto utilizzo del bidone per il compostaggio domestico.

 

Leggete cosa risponde il Sindaco ad una specifica interrogazione, vero populismo:

 

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Anche la Provincia nonostante alcuni meriti, in primis aver rinunciato ad un inutile e dannoso inceneritore, ha il suo “peccato originale” e cioè non aver fatto applicare nei tempi prestabiliti il  proprio Piano Provinciale di Smaltimento Rifiuti ma concesso infinite deroghe.

 

Dobbiamo passare ad un sistema di raccolta unico in tutto il Trentino, non ci sono territori penalizzati dai turisti come dimostra la Val di Fiemme, e applicare la Tariffa Puntuale premiando  chi produce meno rifiuti.

 

Indispensabile sarà anche la realizzazione di un impianto per lo smaltimento dell’umido, come quello di Cadino, localizzato nel basso Trentino, per raggiungere l’obiettivo che si è data la PAT: quello di non esportare più rifiuti al di fuori dal nostro territorio.

 

Anche questa scelta viene ritardata per puro populismo.

 

Mauro Ferone

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