Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

LE BONIFICHE AGRARIE NELLA "GREEN TOWN"

  

Vogliamo buttare un sasso nello stagno dell'indifferenza che circonda il proliferare delle bonifiche agrarie in aree boschive, anche nel comune di Ala.

 

 

Dal 2009 a marzo 2012 le concessioni edilizie per bonifiche agrarie rilasciate dal comune di Ala sono state almeno 23 , 15 delle quali a danno del bosco.

Le più impattanti sono quelle attorno al maso Michei, in val di Ronchi, ettari di bosco distrutti; i disboscamenti nella zona di Pozzo di Mezzo, quella appena conclusa sul Corno,

 

 

la folle bonifica sopra S.Cecilia attualmente in corso,

 

 

entrambe indecenti ed offensive della sensibilità della maggior parte dei cittadini.  Ala sempre più verde!

 

Sembra evidente che quello della coltura della vite in quota è il risultato di un mercato falsato. Falsato dalle condizioni oggettive che portano alla bonifica agraria nei boschi. 

In primis dalla facilità con la quale si concedono autorizzazioni per esboschi indecenti. Secondo, non certo per importanza, è la quantità di contributi provinciali che di fatto incentivano la distruzione del bosco.

 

Un dato a supporto: i contributi concessi a fondo perduto con i gli ultimi Patti Territoriali( dati 12/2011) nel comune di Ala per bonifiche agrarie ammontano a € 121.354 su investimenti ammessi a contributo per € 343.024.

 

Sono evidenti dall'esplodere delle bonifiche quali siano le linee guida dell'assessorato provinciale all'agricoltura.

 

Inoltre, consultando le determinazioni del Servizio Aziende Agricole della Provincia di Trento di potrà avere la dimensione del “fenomeno” contributi provinciali.

 

Parallelo al fenomeno, in espansione, della nascita di agritur in quel di Ala.

 

Arrivati all'incasso del contributo resta comunque la realtà: la resa per ettaro non è paragonabile alle colture in valle, specie nelle mega bonifiche della val di Ronchi; l'acqua per mantenere la coltura costa, ce n'è poca, si devono investire molti quattrini anche per realizzare pozzi con prelievi profondi.

 

Qui torniamo al precedente secondo punto: gli stessi Patti Territoriali (mamma provincia) concedono un contributo di € 72.640 su investimento ammesso a contributo per € 90.800.

 

Tutti dovrebbero ricordare il bluff della coltivazione dei piccoli frutti in quel di Ronchi: molti investimenti sovvenzionati dalla provincia, nessuna resa. E tutto finì.

 

Assisteremo tra qualche anno, pochi probabilmente, alla stessa conclusione per i grandi impianti viticoli in quota?

 

C'è una stretta analogia nelle politiche provinciali tra il foraggiamento degli impianti sciistici in zone semi tropicali ed il finanziamento dell'agricoltura con distruzione del bosco, che i tecnici chiamano “cambio di coltura da bosco a vigneto”.  Persino la Valle di Gresta vogliono riconvertire alla vite.

 

Mentre in valle, politiche urbanistiche ceche, destinano ettari di vigneto alla costruzione di cattedrali nel deserto. Esempio eclatante gli scheletri del Corriere Rosa a Marani ed i terreni limitrofi a disposizione per altri scheletri.

 

Sarà una nostra distorsione, ma quando sentiamo gli entusiasmi per il futuro di Ala sempre più verde qualcosa non ci torna.

 

Abbiamo un territorio bistrattato nel disinteresse generale, cave, discariche, boschi eliminati da impianti a vite con movimenti terra sui quali speriamo veglino gli occhi vigili dell'amministrazione, si usa l'amena scusante che le piante sono malate al fine di abbatterle per far posto a parcheggi....e questa sarebbe la strada per il verde futuro!

 

Verde solo perchè si dichiara l'intenzione di svendere il legname dei boschi di Ala per farne cippato, quando il buon senso ed il conto economico direbbero di fare cippato dallo scarto e dalle ramaglie, adottando finalmente una vera politica di coltura della risorsa forestale che dia risorsa senza la necessità di tagli a raso o la costruzione di mega-strade boschive per il depredamento;

(vedi articolo in merito al progetto "cippato")

 

o perchè si annuncia che i contributi provinciali permetteranno l'autosufficienza energetica degli edifici pubblici di Ala green town.

 

E qui trova posto una piccola  provocazione. Non è ormai dimostrato che qualsiasi intervento che coinvolga soggetti e denari pubblici costa ben più dello stesso intervento eseguito dal privato cittadino? Se lo stesso capitale investito nella riqualificazione energetica degli edifici pubblici di Ala fosse ripartito come incentivo ai privati per dotarsi di pannelli fotovoltaici o solari, la resa finale in Kw o Kcal sarebbe sicuramente maggiore, a parità di capitale investito. E la resa è ciò che conta. Non gli slogan.

 

 

Ma torniamo alle bonifiche agrarie.

 


 

23/5/2010 - Comunicato del Direttivo WWF Trentino Alto Adige

Come informa una notizia del 17 aprile u.s., la Giunta Provinciale di Trento, su proposta dell’Assessore alle Foreste, ha approvato un nuovo “regolamento di attuazione” rendendo più snelli i permessi in materia di vincolo idrogeologico. Sono così ulteriormente facilitati le trasformazioni di coltura del bosco nonché i movimenti di terra. Gli stessi in sostanza saranno esclusivamente sottoposti ad una verifica da parte del Servizio Foreste o del Comune.

 

Che cosa si intenda in Trentino per “trasformazioni di coltura e interventi di bonifica” ce lo mostra in modo quasi didascalico un intervento in corso di realizzazione in quel di Dro, tra l’altro regolarmente autorizzato, “dopo approfondita discussione”, dalla competente Commissione Comprensoriale per la tutela paesaggistico-ambientale. Gli scavi di cui sopra, le caratteristiche dei quali il WWF del Trentino ha potuto direttamente osservare, hanno luogo in uno dei punti più caratteristici della Valle del Sarca, che a sua volta va considerata come uno dei paesaggi più delicati e importanti dell’intero Trentino. I lavori in corso squarciano brutalmente il pendio alla base della montagna,  tra l’altro in corrispondenza di un interessante scivolo di rocce lisciate, mettendo allo scoperto un insieme di grossi massi di frana frammisti ad un macereto. Lo scavo che appare destinato ad estendersi, rompe la fascia di bosco submediterraneo che orla le campagne di fondovalle, distruggendo il tradizionale quadro paesaggistico che caratterizza la valle a monte di Arco. Data l’attuale crisi di mercato del vino, ed il rilevante costo di scavi di questo tipo (saggiamente affidati ad una ditta specializzata in “interventi ambientali, scavi e ripristini”) sembra facile arguire che il vero motivo dell’intervento non sia tanto quello di ricavare nuovo terreno agricolo, quanto piuttosto di ottenere una cava di inerti e ghiaia da vendersi a buon prezzo, previa distruzione e macinatura dei grandi massi, ai cementifici della zona.

Questo episodio fa seguito ad una serie quasi interminabile di analoghe “bonifiche”, in quel di Dro ma anche a Cadine, in Valsugana e altrove, oggetto di segnalazioni e denunce che ben poco riscontro hanno ottenuto da parte della Provincia Autonoma. In molti casi tali “bonifiche” si sono rivelate utili per seppellire e occultare inerti e altro materiale di dubbia origine, frettolosamente poi ricoperto con un sottile strato di terra. 
Alla luce di queste esperienze il WWF del Trentino osserva come non tanto ci sia bisogno di rendere “più snelli” i permessi in materia di vincolo idrogeologico, ma piuttosto di chiarire quale concetto di tutela ambientale e di protezione del paesaggio sia oggi vigente nella Provincia Autonoma di Trento. Non è fuori luogo ricordare i vari casi di smottamenti e dissesti registrati negli ultimi anni in seguito a “bonifiche agrarie”. 

Un esame di coscienza si impone quindi urgentemente non solo da parte della nostra illuminata dirigenza politica, ma pure da parte dei vari ingegneri, laureati ed esperti che collaborano ogni giorno ad una gestione così evidentemente discutibile.

Trento, maggio 2010

 


 

Nulla di nuovo verrebbe da dire.

Sono anni che periodicamente la stampa riporta casi di finte bonifiche, o di bonifiche agrarie effettuate con l’utilizzo di materiali non idonei.

Come sempre la Provincia di Trento si preoccupa di legiferare nell’intenzione di facilitare, incentivando con copiosi contributi, l’ampliamento delle zone di coltura della vite.

Servirebbe altrettanta sollecitudine con controlli nella fase operativa di bonifica.

Emblematico il caso della Valsugana dove, solo dopo l’intervento del Corpo Forestale di Vicenza, la Provincia di Trento si accorge che le scorie delle acciaierie di Borgo Valsugana sono state sparpagliate in una miriade di bonifiche agrarie nella valle.

 


 

VASTA OPERAZIONE DELLA FORESTALE CONTRO IL TRAFFICO DI RIFIUTI NEL NORD ITALIA

LE INDAGINI HANNO PORTATO ALL'ARRESTO DI DUE IMPRENDITORI TRENTINI E ALLA PERQUISIZIONE DI SVARIATE DITTE IN TRENTINO ALTO ADIGE, LOMBARDIA E FRIULI VENEZIA GIULIA. SEQUESTRATE ANCHE LE DISCARICHE UTILIZZATE PER LO SMALTIMENTO ILLECITO DEI RIFIUTI

Fonte: Comando Provinciale di Vicenza

Trento, 16 luglio 2009 - Due arresti e venti perquisizioni in Trentino Alto Adige, Lombardia e Friuli Venezia Giulia per smaltimento illecito di rifiuti. E' questo il bilancio dell'"Operazione Ecoterra" condotta dal personale del Comando Provinciale di Vicenza del Corpo forestale dello Stato in numerose province del nord Italia
Oggetto del traffico migliaia di tonnellate di scorie di acciaieria, illecitamente utilizzate come tali o miscelate con terreno e rifiuti derivanti da vagliatura di inerti. I rifiuti venivano poi utilizzati come materiale per coperture di discariche o come terreno vergine destinato a bonifiche agrarie. 
B.F., principale indagato, è stato arrestato con l'accusa di gestione illecita di rifiuti. Coinvolti anche i titolari di ditte specializzate nel trasporto e nel recupero di rifiuti non pericolosi e nella gestione di discariche e bonifiche agrarie, tra cui S.E., direttore dello stabilimento delle Acciaierie Valsugana di Borgo Valsugana (TN). Attualmente agli arresti domiciliari, l'uomo ha ceduto a due società, le Boccher & c. s.n.c, migliaia di tonnellate di scorie di acciaieria. B.L., destinatario della misura cautelare dell'obbligo di firma, lavorava, invece, presso l'impianto di recupero dei rifiuti e gestiva le discariche facenti capo alla ditta del figlio. 
Le perquisizioni, effettuate con la collaborazione del personale dell'Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente (Appa) di Trento, hanno interessato anche due laboratori di analisi che effettuavano, falsificando i dati, gli accertamenti tecnici sulle caratteristiche dei materiali oggetto del traffico. 
Il Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale di Vicenza, grazie ad una serie di pedinamenti, riprese video, prelievi, analisi di campioni di rifiuti e intercettazioni telefoniche, ha raccolto vari elementi che hanno permesso di scoprire un'attività continuata ed articolata di gestione di rifiuti smaltiti illecitamente. 
Le scorie di acciaieria sono state in parte raccolte in siti non idonei, alcune utilizzate in attività di recupero, altre sottoposte a miscelazione con rifiuti poi smaltiti presso una discarica comunale e altre ancora utilizzate in attività di bonifica agraria. 
L'indagine, durata circa 9 mesi, ha portato, inoltre, al sequestro delle due discariche gestite dalla società Boccher & c. s.n.c. in località Fastro, nel comune di Borgo Valsugana, dell'impianto di recupero rifiuti inerti della società Boccher s.r.l, dei mezzi e dell'area interessata dalla bonifica agraria ricadente nel comune di Castelnuovo (TN). 

 



Come già scritto, negli ultimi dieci anni anche ad Ala sono fiorite le bonifiche agrarie.

 

C'è stato un attento controllo degli organi competenti, Corpo Forestale, Appa, comune di Ala a sulla qualità delle terre conferite in alcune bonifiche? Ci sembra una domanda legittima, conoscendo abbastanza bene il mercato della movimentazione di inerti.

Basti pensare al disinteresse per qualsiasi controllo che tutti gli organismi preposti hanno dimostrato per l’ingente quantità di materiale asportato dalla A22 in fase di realizzazione della terza corsia dinamica. In parte era finito nelle cave di Pilcante; e la rimanenza?

Lo stesso disinteresse ci fu per i materiali estratti dalla galleria Mori-Loppio. Anche in questo caso parte del materiale confluì nelle cave di Pilcante, pur essendo materiale non idoneo alla destinazione agricola finale dell’area.

 

Vorremmo capire chiaramente cosa si intende per bonifica agraria, ma non troviamo supporto nemmeno nei titoli delle concessioni edilizie rilasciate dal comune di Ala.

 

Queste le denominazioni usate:

1.    Bonifica area boschiva esistente per messe a coltura vite

2.    Trasformazione bosco in vigneto

3.    Trasformazione coltura a scopo agrario

4.    Bonifica agraria per realizzazione vigneto

5.    Sistemazione del terreno con profilatura dei livelli e movimento terra

6.    Profilatura dei livelli

7.    Miglioramento fondiario

8.    Sistemazione agricola

9.    Bonifica agraria

10.  Cambio di coltura da bosco a vigneto

11.  Cambio di coltura da bosco a prato

 

Anche i tecnici possono essere fantasioni.

 

Per quanto riguarda in particolare la valle di Ronchi, dove nell’ultimo decennio la superfice coltivata a vigneto è aumentata in modo esponenziale, una riflessione va fatta sulla disponibilità delle risorse idriche.

 

Il bacino idrico della valle di Ronchi  si sta impoverendo progressivamente e velocemente.

Si è già visto il torrente in secca sotto i ponti di Ala, a volte anche a causa del prelievo per uso agricolo divenuto eccessivo.

La scarsità crescente di precipitazioni, contrapposta alla richiesta in aumento di acqua per le nuove colture, porta “inevitabilmente” alla ricerca delle falde con la creazione di pozzi. Acqua che comunque verrà a mancare per altri utilizzi.

 

Da non dimenticare il possibile inquinamento che l’agricoltura di montagna può causare a carico delle falde acquifere e dei depositi sotterranei. C’è pur sempre l’abbondante utilizzo di pesticidi, diserbanti, concimi chimici e letame. 

Alcune malghe sul monte Baldo hanno cessato l’attività a causa delle deiezioni animali che erano arrivate a contaminare la falda acquifera. 

 

Tra le varie (n.11) denominazioni di bonifica agraria c’è la “profilatura dei livelli”.

Avrete presenti le balze terazzate alle spalle di S.Margherita e Serravalle. Sono terrazzamenti sostenuti da muri a secco che potrebbero rientrare nella “profilatura”. Questo è già avvenuto a Pilcante.

 

In appendice alleghiamo un elenco parziale delle bonifiche recenti autorizzate ed in parte già effettuate nel territorio del comune di Ala.

 



Fino a cinque anni fa, nella zona di Pilcante adiacente all'area estrattiva era in uso, sebbene in netto contrasto con la legislazione e senza che vi fosse alcun intervento sanzionatorio, l’abitudine di effettuare la bonifica agraria scavando in profondità per prelevare la maggior quantità possibile di ghiaia e sabbia, una vera e propria attività estrattiva al di fuori della regolamentazione del piano cave, per poi riempire lo scavo con materiali incontrollati e rimettere poi lo strato vegetale.

Questa abitudine sembra sia stata abbandonata dal 2006.     

 

 

Ecco alcune foto di quelle bonifiche agrarie.

 

 

 

 

VEDI ANCHE:

 

COLLOCAZIONE sul territorio delle bonifiche agrarie

 

CONCESSIONI EDILIZIE e DIA 2009-2012 rilasciate dal comune di Ala per bonifiche agrarie

 

GALLERIA fotografica

 

Bonifiche agrarie-normativa  

 

Programma di sviluppo rurale 2007-2013_1

 

Programma di sviluppo rurale 2007-2013_2

 

 

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