Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

Dal Casino delle delizie, tutto in discesa

 

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Un parco per tutte le stagioni, intenzioni, esercitazioni, riprogettazioni, consulenze , committenze …........e i bambini? gli anziani? Semplice! Dietro il capitello delle Madonne i primi , tutti tennisti i secondi.

 

La presentazione dello Studio/esercitazione sulla potenziale evoluzione del Parco delle Bastie da parte dell'Università di Trento ha offerto spunto per alcune interessanti riflessioni di metodo e di merito.

 

L'incarico assegnato dall' Amministrazione Comunale conteneva sin dall'inizio ( così come venne presentato nella giornata trascorsa al Parco con gli studenti) , poche , vaghe , e superficiali indicazioni consentendo di fatto l' elaborazione e la pubblicazione di una generica quanto banale dispensina ricca di ovvietà e osservazioni scontate   ( dalla distribuzione di succhi frutta all ' avvicinamento delle panchine per facilitare l' aggregazione delle persone, ) ma povera di quegli elementi che avrebbero dovuto consentire una rivisitazione del Parco ed indirizzare la riprogettazione dei servizi dello stesso.

 

Un insieme di disegni, schizzi, schemi, fumetti , suggerimenti innocenti   quanto   scontati , molte riepilogazioni tratte da altre similari esperienze , ipotesi lontane dai fabbisogni di una cittadina che deve compendiare molte e tra loro diverse esigenze. Leggendo l'elaborato , sorge il   doloroso sospetto di essere considerati degli sprovveduti ai quali sottoporre ogni tipo di proposta.

 

Uno studio non diverso da quello affidato a suo tempo per la bonifica a delle Cave di – Pilcante o del rilancio della Via Nuova per non parlare dell' incarico di mappare Palazzo Malfatti Pietro di Via Torre , allora pericolante.

 

 

Le prime due committenze furono delle sonore irrealizzabili fantasie, belle, senza dubbio, interessanti e lungimiranti sul piano accademico, ma che nulla avevano da condividere con le esigenze della collettività.

E infatti sia le cave che la via Nuova sono ancora lì. Come prima, come sempre . Università o meno.   E' già stato detto che tra i compiti e meriti delle Facoltà ci sono anche gli incarichi , le consulenze, l' affidamento di studi e committenze per accrescere le pubblicazioni, impegnare gli studenti e ottenere un riscontro economico. Tutto nelle regole.

 

Dipende sempre e solo dal committente   avere ben presenti le finalità, la sostenibilità dei costi, il gradimento delle popolazioni.

 

Nella fattispecie si tratta di uno studio pubblicato nel 2016, rimasto chissà dove, che poco o nulla ha coinvolto la città o l'associazionismo, privo di originalità, e di qualsiasi indicazione   di carattere operativo. Ma quella era una proposta, pagata comunque dal Comune, cui spetta l'ultima parola. Parola che sembra sia già stata da tempo pronunciata , Università o meno ,   decidendo   sul   Parco, confrontandosi con pochi o nessuno (al di fuori degli addetti o degli interessati ) e che forse aveva bisogno di una foglia di fico accademica peraltro neppure utilizzata esponendo   in chiaro la nudità delle intenzioni.

 

Nel merito si assiste al superamento di qualsiasi ipotesi di lavoro di gruppo, condiviso con le associazioni ( tranne alcune);   si pianifica una progettazione unidirezionale e si apre il parco ad una visione piuttosto limitata ed elitaria, dimenticando che Parco significa in primis, spazi per il tempo libero e ricreativo, per il gioco ed il relax e non un'insieme di infrastrutture sportive. Quelle possono trovare altre destinazione.

 

Si interviene per sanare quella che a tutti gli effetti costituiva un vulnus per il Parco. La presenza di infrastrutture laddove era previsto verde. Non si procede al ripristino , non si accetta “ sic et simpliciter “in seconda battuta la presenza in quanto consolidata e di fatto anche parzialmente utile della struttura sportiva, niente affatto! Si sana e si integra ! Si sana con un cambio di destinazione d'uso e si premia stanziando una cifra esorbitante di 300.000 € per copertura e spogliatoi.

 

Partecipazione? Era nelle promesse, nei patti e nelle dichiarazioni di governo...

 

Fortunatamente Ala dispone di molti spazi verdi nell'ambito urbano, dal Perlè al parco Pizzini, dal Parchetto dei Centri Commerciali a quello del Campo sportivo.

 

Certo andrebbero attrezzati, l'offerta potrebbe adattarsi alla diversità dell'utenza e degli insediamenti abitativi che su essi vi gravitano ;   forse l'inutile edificio della TIM sul Perlè potrebbe essere rimosso e non è affatto necessario che tutto debba trovare spazio nel Parco delle Bastie. Sul quale non si esclude il tendone per le feste.

Vi è pure il Parco della Biblioteca che potrebbe essere valorizzato e aperto almeno per un uso ad essa confacente.

 

Per coloro che hanno lodevolmente lottato per la salvaguardia del Casino della Despar o ex Cartierina, si presenta l'opportunità di salvare quelli ancora esistenti sia pure in precarie condizioni proprio nel parco delle Bastie.

 

Siamo da tempo nella dimensione delle multifunzione e della modularità. Quella che consente allo stesso spazio di adattarsi a più impieghi con semplici facili immediate modifiche. L' esclusività delle singole discipline non trova più alcun motivo di esistere. Il tempo nel quale ogni associazione o ogni disciplina godeva in esclusiva della propria struttura non è più consentito. Un campo da Volley può diventare da Basket o da calcetto.

 

Un Parco è un bene pubblico, le concessioni edilizie a privati dovrebbero rientrare nella programmazione complessiva, non si tratta di rialzare il piano di un' abitazione privata bensì di porre mano ad una realtà fruita da molti.

 

Una ben strana vicenda con sullo sfondo una revisione del concetto di Parco o Spazio comune.

 

Ma poiché nel tempo l'area che sarebbe dovuta rimanere verde si è andata via via riempiendo di infrastrutture sportive, si è ora reso necessario provvedere alla bonifica, anziché ripristinare e riprogettare , si sana e si implementa con ulteriore esborso di denaro pubblico e non poco.

 

Una domanda .

I Consiglieri comunali conoscono questi processi? Magari non è sempre possibile governarli, ma portarli a conoscenza della pubblica opinione questo si.

 

La redazione

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