Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

 Tutto bene o forse qualcosa in più si poteva fare ?

 

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La breve  esposizione di questo Redazionale Informativo/Informatico  pone l'attenzione sullo stato di salute dell'ambiente e di quanto è previsto per la salvaguardia o valorizzazione  con gli elementi  tratti dall'analisi del Bilancio Comunale così come  presentati nei pubblici incontri  all'insegna  della provvisorietà e  incompletezza dei dati. Si dovrà pur dire alla poplazione che quanto viene pubblicizzato negli incontri con la cittadinanaza è nella realtà solamente un brogliaccio di quello che sarà il biancio e infatti le esposizioni non sono conclusive ma solo un canovaccio di intenti.

 

Questa disamina  per motivi anche diversi da quanto sopra menzionato, affronta gli aspetti  più sensibili e si sviluppa per tematiche generali ceracndo di esplicitare e renere chiari gli intendimenti dell'Amministrazione.   Al  ruolo    critico  si è cercato di affiancare   qualche suggerimento e proposta operativa  sempre comunque nella continuità di una visione  del territorio e della Città che vorremmo diversa daquella assunta ormai da   troppe Amministrazioni Comunali.

 

Siamo  consapevoli che la denuncia o meglio la segnalazione -  rappresentano  il nostro solo strumento operativo . Possiamo   descrivere i fatti , documentarli , analizzare le possibili conseguenze e  in ultimo  e  non per malafede , congetturare sugli  antefatti e sui  presupposti con la possibilità di cadere in qualche equivoco.

 

 

Una presa d'atto quindi di  provvedimenti già assunti, e se in divenire l'informazione è affidata alle poche forme rappresentate  dal Bollettino semestrale e dai rarefatti incontri pubblici ; spesso   quindi  troppo tardi.

 

 

Qualche esempio tanto per non essere tacciati di demagogia spicciola e per sottolineare quanto la rilevanza di molte  scelte e decisioni dovrebbero coinvolgere strati più ampi della popolazione e non essere rinchiusi nei recinti delle corporazioni:

 

 

-          Con chi si discute la riclassificazione delle strade forestali se non con le associazioni Venatorie? Dimenticando quanti altri  hanno a cuore la Montagna

 

-          Con chi si analizza e si concorda il Piano Cave, se non con l' Associazione di Categoria  il cui rappresentante ne è l'estensore? Lasciando sola la Popolazione di Pilcante e Chizzola.

 

-         Chi partecipa alla definizione dei piani forestali? solamente coloro che considerano la risorsa bosco esclusivamente  sotto il profilo mercantilistico  ed economico. Silenzio con le altre Associazioni

 

-        E con chi  è stato discusso il  piano della raccolta del Cippato ? una bomba ecologica la cui analisi  ha sinora travalicava qualsiasi studio di impatto e di convenienza ambientale ed economica. Sbrigativamente predisposto  solamente perché  rientrava negli interessi e nelle politiche di Manifattura Trentina.   La rinuncia delle Amministrazioni Comunali  di Brentonico, Avio, Terragnolo, molto più accorte, ne hanno sancito il momentaneo accantonamento

 

-        Cosa sanno i cittadini delle Bonifiche Montane , modo eufemistico per definire la sostituzione del bosco con impianti agricoli e del loro impatto sulle risorse idriche e sull'uso e disciplina e controllo degli anticrittogamici, e sui possibili rischi ambientali?

 

 

 

Per quanto la vivacità e l'intraprendenza siano esaltati  , la  verità è che  nessuna opera pubblica importante è stata sinora messa in cantiere  da questa Amministrazione . Quanto vediamo realizzato è il risultato di programmazioni che fanno riferimento ai precedenti Governi .

 

 

L'esercizio Finanziario 2013 è stato presentato alla collettività e complice anche la congiuntra economica negativa, non molto di significativo è in programmazione. Qualche  intervento sulla viabilita, la ristrutturazione di alcuni immobili di proprieta' , la meritoria azione di recupero delle Malghe di Montagna . E' previsto l'avvio di qualche opera pubblica di vecchia data quale la variante stradale di Chizzola, alcune infrastrutture civili, qualche quotidianità, manutenzioni ordinarie ed  essenziali ,  utili e meritorie  ma da ascrivere ormai alle spese correnti. 

 

 

Non  sono più i tempi delle grandi opere , delle risorse illimitate, di una gestione della risorsa pubblica fatta con l'unico limite fissato dalla fantasia. Non ci sono le condizioni per  distinguere gli interventi in “ Grandi Opere e Opere Minori “  e qualora si addottasse questo criterio le opere definite “ Minori ”  lo  sono  per effetto  di una graduatoria che ne sottende  altre di maggiori? O si qualificano in virtù delle proprie intrinsiche caratteristiche ? ( La staccionata sul Torrente Ala è considerata     “ Opera  in Minore  o  in  Maggiore” ?

 

 

Il Documento di Bilancio è uno strumento concreto, un luogo dove i sogni si scontrano con la realtà e dove la verità si riabilita . Non per niente è da tempo battezzato “ IL BUGIARDELLO” il testo che consente di verificare le promesse e confutare le bugie.

 

Alle moltissime  idee,  spesso anche troppe e qualche volta  sopra le righe variamente utilizzate a seconda del contesto e dell'auditorium di riferimento, si sostituisce  ora la dura realtà delle cifre

 

I piani e i programmi spesso annunciati mostrano  la carenza di una programmazione a  “ tutto tondo “ e nella conduzione del governo   rieccheggia lo spirito che animava le  partite di calcio dell' Oratorio dove gli schemi  è la tattica di gioco erano sintetizzati    dal grido corale  : “Avanti!  Evviva il Parroco!”.   

 

 

Il Piano cave scaduto da 6 anni sembra lontano da una definitiva approvazione ; eppure la scadenza per la SESTA proroga si avvicina.

 

 

Non esiste un Piano per il Centro Storico , non certo  per l'arredo urbano;  solo qualche  episodico provvedimento , ma nessuna ipotesi organica e complessiva che comprenda anche le Frazioni . 

 

Nulla per  una   riconversione e soprattutto per una  riqualificazione estetica della Città.

 

 

La gestione del Patrimonio boschivo è retta con competenza ma con un approccio unidirezionale e con  molti preoccupanti aspetti . Gli esempi sono molti e vicini a noi. Lo sfruttamento della risorsa bosco ha assunto livelli inusitati , le quantità di tagli e i cantieri non sono tranquilizzanti. Per la necessità di garantire le infrastrutture viarie e  per gli oneri derivanti dal ripristino ambientale derivante da una conduzione dei lavori frettolosa e incurante dei danni prodotti. Molte sono le perplessità sulla gestione del bosco prima fra tutte  un controllo spesso inefficace.

 

 

Il comparto Cultura sembra muoversi nell'ambito di un progetto organico e programmatico. Ma se le Attività Culturali e ricreative godono di discreta salute, quello che langue drammaticamente è  la cura del Patrimonio Storico, Culturale e Architettonico ( Ma basta resistere ancora un po' e il problema si auto risolverà).  E intanto le acquisizioni  immobiliari di pregio aumentano  per la letizia di tutti, ma  cosa ne faremo dei Palazzi senza i rispettivi progetti d'uso? E i costi per un loro recupero sono da ritenersi  sopportabili considerati e tempi grami verso i quali andiamo incontro?

 

 

E il Parco Righi ?  Quante parole  !  Una gara fra  chi promette di più.  Una continua  Simulazione , un esercizio di retorica...  e intanto è lì in attesa...........Con la speranza che il Prossimo Piano Urbanistico lo consideri Bene Tutelato In alternativa   potremmo godere solo  parzialmente   dei  pochi , destrutturati brani di verde  risparmiati dalla progettazione del  Comparto  Scuola Media / Convitto  o non vederlo affatto.

 

 

La qualificazione del Centro Storico per quanto ardua e forse irrealizzabile non dovrebbe suggerire un approccio diverso da quello sin qui adottato? Un tessuto commerciale diffuso sembra improponibile, una riconversione turistica presuppone una rivisitazione anche in chiave urbanistica e di sostegno all'imprenditoria di riferimento tutte da rielaborare . Ma riposizionare la cifra del decoro a livelli leggermente più elevati dell'attuale non sembra un'impresa improba.

 

 

La riconversione delle modalità di raccolta e differenziazione dei Rifiuti Urbani   può contribuire al miglioramento del decoro cittadino e consentire riparmi tariffari alle famiglie e aprire prospettive occupazionali nuove e diverse. Ma su questo tema l'Amministrazione e il Primo Cittadino sembra non vogliano puntare

 

 

Aleggiano è vero ma più con funzione scaramantica molti Grandi Progetti. La Nuova Scuola Media, il Comparto Cantierina, il Centro Servizi , Caserme e Palestre, Spazi per il Cantiere , il Recupero dell'area della Stazione e altre ancora ma assomigliano molto al recitativo dell'Attore ormai in declino che si affida al vecchio  “Cavallo da Battaglia “ del proprio repertorio per ravvivare glorie ormai trascorse.

 

 

La crisi economica sta scivolando nel  sociale con pesanti prospettive.   Sempre più numerose sono le persone che gironzolano inoperose e i venti di nuove sofferenze economiche e industriali  si stanno rafforzando.

 

Perché non considerare una correzione nei programmi di governo , studiando forme e opportunità alternative per alleggerire questi disagi magari  anche con una positiva ricaduta  sul decoro complessivo dell'ambiente?

 

Per concludere:

 

sulla Bilancia del Detto e del Fatto per l'Ambiente e la Città,  da quale parte pende il piatto delle Politiche Ambientali ?

 

Nella lunga linea grigia dell '.........  “Abbiamo fatto”......  c'è  risposta ai tanti interrogativi e alle tante problematiche   evidenziate? 

 

Cordialmente

 

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