Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

LA FAMIGLIA COOPERATIVA DI PILCANTE

 

Anche per Pilcante la storia più autentica è quella che ci fa conoscere le passate generazioni preoccupate a difendere certi diritti acquisiti, sia pubblici che privati, e governate da modeste amministrazioni che disponevano di pochissimo denaro per soddisfare le molte necessità di allora.

 

Se oggi Pilcante è solo una frazione di Ala e tramite la zona industriale quasi la sua continuazione, fino al 1928 era invece un comune autonomo ed agli inizi di questo secolo la sua popolazione era di circa 800 abitanti (il doppio di quella odierna-1988). L'attuale comune catastale (coincide con il vecchio comune amministrativo) si estende su una superficie complessiva di 1.136 ettari e di essa ben il 22% è agraria. Considerando l'orografia delle nostre zone, si tratta di una percentuale ragguardevole (si pensi che nel comune catastale di Ala la superficie agraria rappresenta solo il 7% di quella complessiva) e ciò dimostra l'indirizzo prevalentemente agricolo che quest'antichissima comunità ha sempre avuto (almeno fino a poche decine d'anni fa). In passato però, a causa della polverizzazione della proprietà, della conduzione a mezzadria, del tipo di colture, della scarsa fertilità dei terreni posti alle falde del Vignola, della mancanza di arginatura dell'Adige e della presenza di certe imposizioni («decime» e «livelli»), i redditi erano estremamente bassi e consentivano ai contadini solo di sopravvivere.

 

A titolo di curiosità, da una «Perequazione Steurale» (censimento catastale) eseguita verso la metà del secolo scorso nei «Quattro Vicariati», in quel di Pilcante risultarono 1.048 beni immobili proprietà di 181 persone distinte. Molti proprietari non erano però di Pilcante ed infatti ne risultano 29 di Chizzola, 25 di Ala, 10 di Avio, 8 di Saccone, 5 di Mori, 3 di Brentonico, 1 di Lenzima, 1 di Bolzano ed 1 di Loppio (il dinasta di Castelbarco).

 

Dal 1896 al 1905, animatore dello sviluppo sociale della comunità fu don Domenico Bettega, che trovò solidarietà e collaborazione per la realizzazione di importanti opere. Tra l'altro in questo periodo venne costruito il primo ponte (in ferro)tra Pilcante e la sponda sinistra dell'Adige, eliminando in tal modo le tribolazioni ed i pericoli del traghetto e rendendo più facili gli scambi commerciali con Ala. A don Bettega nel 1905subentrò don Davide Fontana che completò l'opera sociale del predecessore, diventando uno dei principali artefici della fondazione della Famiglia Cooperativa di Pilcante. Tale sodalizio andava incontro alle necessità dei contadini, che incassavano un po' di denaro solo dopo la vendemmia e la vendita dei bozzoli, concedendo loro un credito annuo per l'acquisto di generi alimentari e di scorte agrarie.

 

Attraverso i verbali delle assemblee è possibile conoscere la storia e le vicissitudini di questa benemerita Cooperativa.

 

1905.Il 28 novembre si tenne la prima assemblea presieduta da Gualtiero Finotti. Erano presenti 45 dei 65 soci aderenti ed il delegato della Federazione delle Casse Rurali e dei Sodalizi Cooperativi di Trento ed in essa fu deliberato: di fissare in 10 corone la quota di compartecipazione ed in 2 la tassa di buon ingresso; di aggregarsi al S.A.I.T. (Sindacato Agricolo Industriale di Trento) per gli acquisti; di associarsi alla Cassa rurale di Pilcante (fondata nel 1903, fallì nel 1934in conseguenza alla grave crisi economica dell'epoca) per contrarre un mutuo in conto corrente di 120 corone; di aprire il negozio dieci ore nei giorni feriali, solo al mattino nelle domeniche e di chiuderlo nelle feste principali; di scegliere, su proposta di don Fontana, S. Giuseppe quale patrono della nuova società; di nominare, su proposta del vice presidente Antonio Tranquillini, Albino Franceschini di Trento magazziniere‑contabile della cooperativa.

 

 

1906. Il bilancio presentò un attivo di 14.363 corone ed un passivo di 13.752,70, con conseguente avanzo di 610,30. Al parroco l'utile sembrò eccessivo e raccomandò alla direzione di mantenere bassi i prezzi di vendita.

 

1908. Il vice presidente Gaudenzio Eccheli, segretario comunale di Pilcante e diligente redattore dei verbali delle assemblee e della direzione amministrativa, in considerazione del cattivo andamento del mercato del graspato e della difficoltà di collocare vantaggiosamente l'uva ed il vino, propose di aderire alla società delle Cantine Riunite dei viticoltori di Trento allo scopo di facilitare lo smercio del principale prodotto locale. La proposta fu accolta all'unanimità e furono stanziate 500 corone per la partecipazione.

 

1909. La direzione deliberò di applicare un interesse del 5 % a tutti quei soci che, dopo aver esaurito il loro credito fissato, lasciavano passare più di sei mesi senza versare alcun acconto. In quell'occasione il revisore dei conti don Davide Fontana propose l'approvazione del bilancio ed un plauso al nuovo e solerte magazziniere Emanuele Zadra, assunto l'anno precedente (rimase poi in servizio per quarant'anni).

 

1910. In sostituzione di Gualtiero Finotti, venne nominato presidente dapprima Rodolfo Eccheli e successivamente, in seguito alle dimissioni di quest'ultimo, Isacco Cavagna.

 

1911. Venne costituita una notevole scorta di formaggio prodotto da una malga ed insaccato un elevato quantitativo di «grassina» (salume), prodotti base dell'alimentazione invernale della gente.

 

1912. Si levò la protesta dell'assemblea per gli insulti rivolti al vescovo, mons. Celestino Endrici, a Bolzano.

 

1914. Fu acquistato un locale da adibire a negozio per le vendite. Il presidente riferì che in conseguenza alla mobilitazione generale per la guerra operata dall'Austria, era pressoché impossibile trovare merci a credito, per cui solo i prodotti alimentari sarebbero stati venduti in tale forma.

 

1915. Revisore dei conti venne nominato il nuovo parroco don Arturo Angelini di Dro.

 

1919. Dopo quattro anni di guerra, l'assemblea dei soci tornò a riunirsi il 29 maggio. Il vicepresidente Gaudenzio Eccheli comunicò che durante il conflitto erano stati allontanati dal paese il presidente, il vicepresidente ed il magazziniere e che pertanto era stata sospesa l'attività della Cooperativa. Si convenne di accordare un abbuono di 100 lire ogni 250 lire di debito, qualora il debito fosse stato estinto in contanti. Fu eletto presidente Achille Peroni e la tassa d'ingresso dei nuovi soci fu fissata in 50 lire per i figli di vecchi soci ed in 150 per gli altri. Si decise anche di vendere solo in contanti.

 

1922. In primavera, a causa di un improvviso ribasso dei prezzi, si ebbe una lieve perdita, ma nonostante ciò il bilancio annuale si chiuse con un utile di 15.927,08 lire. Di conseguenza ad ogni socio furono assegnate 20 lire ed uno sconto del 2 % sulle merci acquistate. La direzione inoltre contribuì con 2.000 lire alla costruzione del nuovo asilo‑ricreatorio.

 

1923. Giovanni Battista Cavagna fu nominato presidente.

 

1924. Il bilancio si chiuse con un utile di 4.735,76 lire: 2.000 vennero divise tra i soci e 2.735,76 passarono al fondo di riserva. Venne anche fatta una nuova offerta di 1.000 lire all'asilo-ricreatorio.

 

1925. Le case di Giuseppe Tita e dei fratelli Tranquillini furono comprate e ristrutturate per adibirle a sede del sodalizio.

 

1928. In piena crisi economica si ritenne opportuno non concedere credito senza opportune garanzie. La direzione venne autorizzata a contrarre un mutuo passivo di 150.000 lire.

 

1929. In conseguenza alla siccità del 1928 e del 1929 si ebbe una moria di viti, che aggravò la già difficile situazione dei contadini e la cooperativa contribuì con 1.000 lire al progetto d'irrigazione delle campagne di Pilcante e S. Lucia.

 

1930. La scarsa produzione agricola ed i bassi prezzi dei bozzoli costrinsero i soci a superare la soglia massima di credito e di conseguenza la Cooperativa decise di vendere solo in contanti.

 

1931. La Cooperativa contribuì alla ristrutturazione della chiesa parrocchiale offrendo una nuova finestra.

 

1932. I crediti per fido ai soci furono assicurati con cambiali in bianco. Inoltre per evitare la chiusura dell'asilo, a causa della mancanza del sussidio governativo, la Cooperativa intervenne con 800 lire.

 

1933 ‑ 1935. Furono anni estremamente duri per tutta la popolazione e per molti divenne un problema trovare qualche cosa da mettere sotto i denti.

 

1936. A causa della messa in liquidazione della Cassa rurale di Pilcante e della impossibilità di incassare i crediti dei soci, per la Cooperativa fu un anno molto difficile. Fu però concesso un prestito di 6.500 lire per il progetto d'irrigazione, ma a causa della mancanza di altri finanziamenti l'opera non venne realizzata (si dovette attendere la fine della seconda guerra mondiale).

 

1937. Furono offerte 160 lire per la fusione delle campane della chiesa. La direzione assegnò 25 lire ad ogni socio e festeggiò il 30° anniversariodalla fondazione con un pranzo sociale presso la trattoria «al Ponte». La spesa fu di 970 lire per il pranzo, 50 per le fotografie e 65 per la Messa a ricordo dei soci defunti.

 

1940 ‑ 1945. Vi furono gravi difficoltà in conseguenza al tesseramento dei generi alimentari ed ai terribili bombardamenti tra il novembre '44 e l'aprile '45.

 

1946 ‑ 1954. Dopo le calamità ed i disagi della guerra si ebbe una ripresa ed un miglioramento economico.

 

1955. Si celebrò il 50° anniversariodalla fondazione con un pranzo sociale presso l'asilo, a cui potevano partecipare tutti i soci ed un loro familiare.

 

1957. La Cooperativa si assunse i costi per la realizzazione della pesa pubblico, a beneficio di tutta la comunità.

 

1965. Terzo festeggiamento in occasione del 60 ° anniversario dalla fondazione, con pranzo sociale presso l'Hotel Ala.

 

1971. Venne acquistata la casa degli eredi Eccheli Rodolfo per adibirla a magazzino del negozio, che a sua volta fu ristrutturato ed ampliato.

 

1985. Il 19 maggio la direzione ha voluto festeggiare anche 1'80° anniversario dalla fondazione.

 

In quell'occasione l'assessore provinciale al commercio Giorgio Tononi ed il direttore della Federazione di Trento hanno tenuto un discorso sulla storia della cooperazione presso la sede sociale (ex municipio) e sono stati premiati i soci più anziani. Sono intervenuti inoltre il sindaco di Ala, il parroco di Pilcante don Aldo Tomasi, i rappresentanti di altre cooperative ed i 115 soci. Non sono mancati i ringraziamenti al presidente Remo Cavagna, al gerente Gianni Cazzanelli ed ai commessi Walter Cavagna e Bianca Cavagna. Al 31 dicembre 1988, con 137 soci, 3 dipendenti ed un fatturato di 720 milioni, la Famiglia Cooperativa di Pilcante si trova nella necessità di un ulteriore ampliamento cercando quella razionalizzazione richiesta dai tempi. La direzione inoltre ritiene che una più stretta collaborazione con le altre cooperative della zona, debba essere attuato nella fase di trasformazione del commercio che si sta verificando attualmente nella bassa Vallagarina.

 

1999. Si attua la fusione tra le cooperative di Pilcante, Avio, Sabbionara, Chizzola e Serravalle.

 

Presidenti succedutisi dalla fondazione:

Finotti Gualtiero

Eccheli Rodolfo

Cavagna Isacco

Peroni Achille

Cavagna Giovanni Battista

Debiasi rag. Aldo

Sega Giacomo

Depetris dott. Giuseppe

Cavagna Albino fu Domenico

Eccheli Adriano

Peroni cav. Enrico

Eccheli Giacomo

Sega rag. Mario

Cavagna Dino

Eccheli ins. Ugo

Cavagna Remo

Azzetti Cesare

 

Gerenti succedutisi dalla fondazione:

Franceschini Albino

Zadra Emanuele

Zadra Carmelo

Simoncelli Carlo

Bertolini Moreno

Cazzanelli Gianni

Cavagna Walter

 

Da “Relazioni e bilancio della Cassa Rurale di Ala-1988”

Luigi Del pero, Maurizio Del pero, Claudio Antonelli          

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