Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

“ Com’ è  bella la città”

 

carrera

 

Non è certo la Parigi del Barone Hausmann, ma un certo interesse ed emozione si provano  osservando  l'avvio di piccoli - ma di buon auspicio-  lavori pubblici che pongono rimedio alle sciatterie di alcuni angoli del Centro storico desolatamente decrepiti e che hanno trasmesso in questi lunghi anni solo disagio e malinconia .

 

Piccoli lavori. Quelli che le finanze  e le procedure consentono.

 

Ma questo non è poi del tutto veritiero. L'amministrazione comunale ha dovuto  consegnare “ brevi manu “ alla Comunità di Valle della Vallagarina una considerevole somma  ammontante a circa 1.700.000 € faticosamente  accantonati per far fronte agli oneri per il comparto scolastico non  coperti da contributo .

 

Consegnati ovviamente per disposizioni di leggi  Nazionali e Provinciali, ma anche perché nessun progetto era stato all'epoca , approntato e reso esecutivo dagli  Uffici in previsione di un probabile sblocco di queste economie frutto del patto di stabilità.

 

Altri comuni della Vallagarina non hanno subito questo drenaggio e forzosa sottrazione di risorse della comunità locale ,  semplicemente avendo predisposto in tempo, nelle more di altri adempimenti, progetti piccoli o grandi . Nella situazione di Ala, questa avvedutezza  avrebbe  consentito un notevole miglioramento dell' arredo e determinato  una positiva ricaduta sul lavoro e sull'occupazione. Ma tant'è;  come sul Piano Regolatore, e su tanti altre realtà con le quali i cittadini giornalmente si confrontano, l' Amministrazione o meglio  la parte di burocrazia interessata ,  non ha saputo predisporre gli atti necessari  , per chissà quali motivi  e difficoltà ,  disperdendo  quindi  molte, troppe,  risorse finanziarie.

 

La viabilità

Ed allora i cantieri che si aprono, non si completano in una sola trance (troppo lunga e complessa la procedura), e quindi  l'affidamento  deve essere  spezzettato in somme singole  molto contenute. Ecco il motivo della via Nuova ultimata per la parte di  Via Bresciani e di  Via 27 maggio, ecco le asfaltature di via Segantini e altri piccoli parcellizzati seppur apprezzati interventi.

 

Consegnato l'edificio di Via Carrera dopo un restauro lungo che però ci ha restituito un bellissimo  edificio come molti ricordano essere stato 60 anni or sono  con i suoi negozi :  la Provvida o Cooperativa Ferrovieri , la Fioreria Mellarini, Il laboratorio da Calzolaio di Carlo Azzolini, la Rivendita di pane  Leonardi  (Giazzera) ,  e più in basso le Mercerie delle Maino, il Fotografo Azzolini (Gino Moro),  una seconda Rivendita di pane e latte di Cutrì, il Lattoniere  Corradini, il negozio di Verdura della “Francese “ e il Bar Pasticceria.

 

Ma tornando all'edificio:  un gran bel lavoro!

 

Puntualmente come nei patti,  l' ITEA sta ultimando , la pavimentazione  della Piazzetta  Erbe.

Con una scelta audace , sicuramente avvallata dai competenti servizi, ma totalmente avulsa anche dal precedente intervento che già aveva sfregiato via Torre e via C. Battisti.

Perché non considerare come riparatorio questo secondo intervento , ricollocando le caratteristiche e bellissime piastre di via Torre sciaguratamente tolte?

Le piastre ci sono ancora, ben nascoste  in attesa passasse la ventata di modernismo  “alla  carlona” che aveva investito la Città ancora negli anni 80 e 90.

Si sarebbero potute recuperare evitando un intervento abborracciato con materiali inappropriati e magari di risulta. In meno di 30 metri di strada  avremo tre diverse tipologie di pavimentazione Un restauro che insiste su  quello  che avrebbe potuto ritornare ad essere un omogeneo substrato viario.

 

I palazzi

 

Palazzo Pizzini ( alla Casa Nova) parrebbe ultimato. Da tempo se ne aspetta la consegna da parte della PAT, ma banali quanto irritanti e strumentali pretesti, allontanano questa data. Ora sembra  manchi   il parafulmine o magari più pomposamente un qualche altro marchingegno tipo la “ gabbia di Faraday”.

 

Capitolati “ un tanto al chilo”  se dimenticano sempre qualcosa  in un progetto che è costato cifre imponenti e tempi biblici.

 

Il Palazzo dovrebbe accogliere parte della collezione di Pianoforti, clavicembali recentemente acquisiti dal Comune. Solo parte,  visti gli spazi; il rimanente...................si improvviserà una qualche  estemporanea soluzione.

 

Intanto questi sono fortunatamente custoditi da mani amorose e competenti  nella “ vecchia” sede che sta subendo peraltro un attenta opera di restauro.

 

Un lavoro cui va dato merito ai proprietari Di Lenna e Temenuschka Vesselinova , che sta riportando agli antichi splendori un imponente edificio ,  costruito nell'arco di un secolo  dove un attento restauro sta evidenziando  elementi per una lettura  filologicamente corretta della sua lunga esistenza.

Un restauro che mette in evidenza i rifacimenti, le aggiunte, le sovrapposizioni e gli adattamenti.

Un regalo per la città che ha trovato fuori dal proprio tessuto economico e culturale , estimatori che hanno saputo apprezzare e investire  in  quelli che per i vecchi proprietari furono  per anni  solo un  luogo di spogliazione.

 

Un grazie alle Famiglie, Filippi, Di Lenna, Scherer e ultimo in ordine di tempo, Veronesi con Palazzo Malfatti Pietro.

 

Un plauso alla PAT per i contributi che consentiranno , speriamo presto e soprattutto come , il godimento dei palazzi Pizzini e Taddei.

 

A proposito di quest' ultimo;  immagino che molti abbiano notato la grande macchia che sta scolorando e deturpando la facciata adiacente  via Teatro e notato la poca cura posta nell' esecuzione del contorno  delle  finestre ovali del sottotetto e il degrado del trompe d'oeil che simula la seconda.

 

Incuria, sbadataggine, qualche errore, mancanza di prevenzione, uso di materiali non appropriati?

 

Tutto si è svolto nel fitto mistero tutto custodito nelle segrete degli uffici interessati, poche le informazioni, qualche furtiva apertura.

Ma la clessidra sta concludendo il suo corso e così potremo vedere ( se ancora sono nelle disponibilità) la copertura lignea del pozzo, la statua di s. Francesco, la slitta a traino animale.

Le formelle della cucina riccamente decorate furono sottratte prima di porre in sicurezza il cantiere e marginalmente anche  il Palazzo. Ma questo avvenne precipitosamente dopo un sopralluogo compiuto da un Consigliere Comunale . La documentazione fotografica non manca e sarà difficile nascondersi sempre dietro ad un  banale quanto volgare : “Che sappia mi...”

 

E' doveroso celebrare e rendere merito a quanto fatto,   senza trascurare di muovere  i legittimi appunti allorquando e laddove si compiono delle brutture all'insegna della fretta o peggio della sciatteria.

 

PS :  per dare a Cesare quel che è di Cesare  alcuni interventi ( quelli maggiormente significativi) sono stati programmati dalle precedenti amministrazioni .

Una storia che si ripete, un monito per una continuità che non si spezza  e  che dovrebbe rimanere intatta , tra un avvicendamento e  l'altro dei governi.

la redazione

 

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