Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

Celebrazioni per il centenario della grande guerra

 

Il cimitero militare di Pilcante

 

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Tempo fa siamo stati contattati dal signor Mario Eichta - www.eichta.it, delegato straordinario per l'Italia della Croce Nera dell'Alta Austria,  che ha dimostrato un interesse, nell'ambito delle celebrazioni per il centenario della prima guerra mondiale, a ricordare i militari caduti e sepolti nell'allora cimitero militare di Pilcante.

 

"Commemorare quei caduti italiani insieme ai caduti austriaci, se il Comune lo vorrà o qualche Associazione come Alpini ecc, sarà molto significativo, prima però sarebbe necessario dare una sistematina e una targa magari bilingue a ricordo della possibile cerimonia o dell'esistenza del cimitero."

 

Pur sapendo che del cimitero non esiste ormai traccia, inglobato nell'area estrattiva di Pilcante,

 

 

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l'intenzione espressa dal signor Eichta mi ha indotto ad effettuare una piccola ricerca per conoscere la fine delle molte lapidi e monumenti presenti originariamente nel cimitero.

 

Non mi soffermerò sugli aspetti storici che hanno portato alla creazione del cimitero, materia lontana dalla mia competenza e peraltro già sufficientemente illustrata da padre Carlo Sartorazzi nel suo documento  "Il cimitero militare di Pilcante 1918-1938". 

 

Più semplicemente sono ricorso alla memoria del signor Ervino Eccheli di Pilcante, classe 1922, che di quel periodo, ma non solo, ha ricordi vivi e dettagliati.

 

Il breve racconto mi ha portato sorprendentemente a rintracciare l'unico elemento lapideo rimanente del cimitero militare.

 

Dal racconto del signor Ervino apprendo che il cimitero fu demolito nel 1938 dopo che le salme dei militari furono trasportate al monumentale Ossario di Rovereto.

 

Tutto il materiale lapideo fu ceduto al signor Guido Lucchini di Pilcante.

 

Nel 1947, il Lucchini cedette quanto rimaneva del materiale al Consorzio Irriguo di Pilcante, che nella costruzione delle canalizzazioni per l'irrigazione a scorrimento dei campi aveva bisogno di qualunque materiale utile alla costruzione di muri per il sostegno ed il livellamento dei canali in cemento.

 

Uno di questi sostegni, proprio quello per la cui costruzione e riempimento furono usate le lapidi del cimitero militare, fu spazzato via dall'alluvione dell'Adige del 1966.  Il sostegno fu ricostruito con tecnica più moderna, e quanto utilizzato in precedenza, lapidi comprese, fu portato in discarica.

 

E qui torno all'unica traccia rimasta del cimitero militare.

 

Sempre il signor Ervino  racconta che la signora Pia Pelz di Pilcante -deceduta nel 1948- ottenne dal signor Guido Lucchini una bella scultura raffigurante un angelo proveniente dal cimitero militare, e la collocò nel cimitero di Pilcante, dove ancora si trova, su d'un piedistallo con lapide a ricordo della stessa signora Pia Pelz.

 

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I ricordi del signor Ervino ci dicono anche come la scultura sia giunta al cimitero militare di Pilcante: fu scolpita da un militare italiano che volle collocarla sulle tombe di 6 suoi commilitoni deceduti sull'altopiano di Folgaria a seguito dello scoppio di un ordigno interrato, sopra il quale avevano acceso un fuoco.

 

Questo il racconto del signor Ervino.

 

Nell'ambito delle molte iniziative che si svolgeranno in Trentino per ricordare la prima guerra mondiale, alcune sul territorio di Ala, può  trovare spazio, con il doveroso interessamento da parte del Comune di Ala o dell'Associazione Alpini,  anche la commemorazione cui accennava il signor Eichta.

 

Una targa potrebbe essere posta sul basamento dell'angelo, ultima traccia che nel cimitero di Pilcante ricorda le centinaia di militari sepolti nel vecchio cimitero militare.

 

Marcello 

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