Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

P I L C A N T E  D A L L ' A N N O  1 9 1 5  A L L ' A N N O 1 9 4 5

 

 

T  R  E  N  T  O  ·  A  R  T  I   G  R  A  F  I  C  H  E    S  A  T  U  R  N  I  A     1  9  4  5

 

A PERENNE MEMORIA

DELL'AMMIRABILE ZELO

DEI MIEI DILETTISSIMI PARROCCHIANI

PER LA CASA DI DIO

CON IMPERITURO AFFETTO

DON ARTURO ANGELINI

D. D. D.

 

Offrire la propria immagine agli amici non è vanità, ma onesto desiderio di vivere nella loro memoria.

 

 

 

                                                        1915

 

Trasformazione dell'atrio attiguo alla Chiesa

 

Nella cronachetta del Rev.Padre Ilario Dossi a pag. 42, si fa cenno della trasformazione dell'ingresso tra la Chiesa e il campanile.

 

A dilucidazione di questo lavoro, si aggiunge quanto segue: Chi osserva lo stato attuale di quest'atrio di ingresso alla sacrestia, ben difficilmente potrà farsi un'idea della forma primitiva.

 

Il pianerottolo quadrato, che sta dinnanzi alla porta di sacrestia, era separato dal resto, da un muro del quale ora rimane solo l'arco superiore, e da una porta dopo la quale, con vari gradini, si scendeva fino al piano del restante locale. Sopra questo andito, chiamato << porteghetto >>, v'erano due camere, la prima senza luce, e a questa si accedeva dalla nicchia sul giroscale del solaio, l'altra aveva una piccola finestra verso la piazza; questa seconda camera era la sede dei mantici dell'organo, prima che fosse, nel 1912, trasportato in fondo alla Chiesa. Da questo andito per giungere al campanile v'erano vari gradini e così pure due gradini per giungere in piazza; una dozzina di gradini di svariata forma e altezza metteva nell'andito, senza flnestre, in congiunzione col piccolo atrio che sta dinnanzi alla cucina di canonica, attraverso un'apertura ridotta ora ad un armadio. Quando pioveva un po' forte, essendo la porta, che dalla piazza metteva nell'andito oscuro e fetente, più bassa del livello della piazza, l'acqua vi penetrava, percorreva l'andito e giungeva in cucina.

 

Le pietre di copertura vennero levate dal pavimento e col materiale degli avvolti abbattuti, si giunse a portare il livello dell'andito all'altezza del pianerottolo che sta davanti alla sacrestia; venne pure abbattuto il muro divisionale, le cui porte vennero usate, come seconde porte, per l'entrata che fu ampliata; venne ingrandita la finestra, riposte le pietre sopra il materiale d'innalzamento, e aperta la porta attuale, che dà nel corridoio della canonica.

 

Le muraglie vennero raddrizzate, ornate di lesene e costrutto il nuovo soffitto. Venne pure aperta la porta, che dalla sacrestia mette sul presbiterio.

 

 

                                                        1916

 

Il Parroco ottenne dal Comando Militare Italiano, sempre gentile e benevolo ad ogni richiesta, di poter avere alcuni soldati pittori, che decorarono l'atrio.

 

 

                                                         1919

 

Terminata la guerra, il Genio Civile fece riparare il tetto della Chiesa e della canonica, danneggiati dalle vicende belliche; la riparazione fu però deficiente, nel 1920 si dovettero eseguire altre riparazioni.

Dal giorno 3 novembre all' 11 Padre Alessio e Padre Serafico dei Cappuccini  tennero le S. Missioni 

che si chiusero colla festa di S. Martino.  Intervenne il concittadino Mons. Lodovico Eccheli e fu inaugurata la lapide sulla parete della Chiesa in       << cornu Evangelii >>.

 

                                                                         

                                                                       1920

 

Essendo la cantoria in fondo alla Chiesa inadatta alle esecuzioni del Coro, si è comperato dalla Ditta Galvan di Borgo Valsugana un armonio che fu messo in coro, ove i cantori eseguiscono le loro produzioni. (Spesa lire 3000).

 

Nel settembre fu restaurato il tabernacoletto sulla via verso Campagnola e dotato di un simulacro della Madonna.

 

Nello stesso mese venne costruito l'attuale pavimento in Coro. (Legname lire 3170 ‑ lavori vari lire 416).

 

I fratelli Giacomo, Bortolo e Beniamino Eccheli offrirono lire 500 per sostituire i lumi ad olio del lampadario di ottone con candele elettriche.

 

 

                                                        1923

 

Furono messi i canali alla gronda dell'abside e riparati altri canali della Chiesa con una spesa di lire 1502.

 

 

                                          Chiesa filiale di S. Lucia

 

Durante la guerra 1915‑1918 il tetto della Chiesa venne asportato e distrutti l'altare e il simulacro di S. Lucia; la Chiesa usata come scuderia.

 

                                      Resoconto dei lavori per ridare la Chiesa al culto

 

ENTRATE:

 

indennizzo dello Stato

Lire

2652

ricavato per questua bozzoli

  « 

390

dal Pr. Arc. Mons. Endrici

  « 

200

                                                                                       TOTALE     Lire 3242         

 

 

USCITE:

 

per il nuovo altare

Lire

1160

per vari lavori e tinte

 « 

374

per il simulacro di S.Lucia

 « 

630

per statuette di S.Lucia

 « 

160

per 4 banchi e confessionale

 « 

612

per messa in opera campanella

 « 

160

                                                                                        TOTALE     Lire  3096

 

 

Il deficit venne coperto dalla Chiesa di Pilcante.

 

 

                                                         1994

 

                                         Erezione dell' Asilo Ricreatorio

 

Dopo lunga preparazione, nel 1924 venne compiuto il fabbricato dell'Asilo‑Ricreatorio. La popolazione concorse generosamente a condurre i sassi e la sabbia. Il beneficio parrocchiale ha donato il suolo. Il numero dei benefattori è di 247, i cui nomi sono registrati nell'archivio parrocchiale, ma assai meglio nel libro della vita.

 

Faccio voti che non sia lontano il giorno in cui l'Istituto religioso delle Suore prenda possesso della sua sede per il bene dei nostri piccoli, ma più ancora per l'educazione della gioventù femminile che dovrà formare le future madri di famiglia, dalle quali dipende l'avvenire morale e materiale della Parrocchia.

 

La spesa totale fu di Lire 142.247.

 

ENTRATE:

 

dai 247 benefattori

Lire

97.500

Introito dagli affitti

  « 

20.441

Introito dalle recite in teatro

  « 

24.326

                                                                                  TOTALE     Lire          142.267         

 

 

                                                       1925

 

                                         Giubileo Sacerdotale

 

Il giorno 15 luglio è stato festeggiato solennemente il 25.mo anniversario della prima Messa del Parroco.

 

Il paese fu parato a festa; la mattina Comunione generale; alle 10 S. Messa solenne durante la quale il Coro non smentì la sua fama.

 

Alla sera, in onore del Festeggiato, fu data un'accademia, alla fine della quale tra gli applausi di tutti venne offerto al Parroco un bellissimo calice per la S. Messa.

 

 

                                                         1926

 

I M. R. Padre Alessio e Padre Severino dei Cappuccini tennero una missione di 8 giorni.

 

 

                                                                       1927

 

La Ditta Parisi di Trento costruì e mise in opera le due finestre del Coro. (Lire 1740).

 

Le due vetrate furono donate dal Rev.mo Monsignor Lodovico Eccheli e dal Parroco.

 

Il Signor Gaudenzio Eccheli donò il cancello in ferro ai balaustri.

 

La Signora Giulia Angelini, mamma del Parroco, donò la statua del S. Cuore di Gesù.

 

 

                                                   Cappella del Cimitero

 

Il 6 novembre, con l'intervento del Signor Podestà Pierino Musso, dei RE. Carabinieri, d'un plotone di soldati e di tutta la popolazione, previa delegazione Arcivescovile, venne benedetta la cappella del Cimitero dal Parroco, assistito dal M. R. Padre Marco Cappuccino.

 

La spesa per la trasformazione del locale in cappella fu nella maggior parte sostenuta dal Signor Podestà. Ha molto contribuito per la costruzione dell'altare la Signora Silvia degli Sforza, che ha pure donato il simulacro della Madonna del Carmine.

 

I muretti della crocera furono costruiti a spese del Comune.

 

 

                                    Origine dell'attuale simulacro

                   della Madonna delle Grazie in sostituzione. dell'antico

 

Probabilmente l'antico risaliva al secolo XV o XVI. I motivi che decisero il Parroco a sostituirlo col nuovo (previo consenso di Mons. Vicario) sono i seguenti:

 

Qualche Parroco antecessore, certo molti anni or sono, dovette decidersi a rinnovare la testa e le mani della Madonna e del Bambino, perché deturpate dal tarlo, che aveva corroso l'intero simulacro. L'infelice esecutore del lavoro sovrappose al vecchio artistico simulacro due teste macrocefale, due mani sproporzionate, che fortemente contrastavano colle proporzioni e collo stile dell'opera antica.

 

Per nascondere simile deturpazione si coprì con vesti il simulacro, dal quale spuntavano le due teste e le due mani. Il tarlo poi, continuando l'opera sua demolitrice, preludiava un prossimo totale disfacimento della parte antica rimasta.

 

Allora il Parroco fece venire dalla Valle di Gardena lo scultore Mansueto Stuffer, dando allo stesso l'incarico per un nuovo simulacro, colla precisa ingiunzione di ricopiare perfettamente, in tutti i minimi particolari, la parte vecchia, alla quale dovevano corrispondere, nello stile, le nuove teste e le mani. Qualora il lavoro non avesse a riuscire di gradimento al Parroco e a persone competenti, il giudizio sarebbe stato deferito ad  una commissione di arte, il cui verdetto, se fosse riuscito sfavorevole, autorizzava il Parroco a rifiutare il lavoro senza alcuna pretesa da parte dello scultore.

 

       Il prezzo venne fissato in lire 1000, giacché la statua doveva essere tutto dorata a foglia.

 

La nuova scultura, con reciproca soddisfazione, corrispose alle esigenze dell'arte e della pietà.

 

Il nuovo simulacro, con in testa le antiche corone di argento, è sempre oggetto di pia venerazione da parte dei fedeli, devoti della Madonna delle Grazie.

 

L'ottava di Pasqua, Mons. Lodovico Eccheli benedisse il nuovo Simulacro e il discorso d'occasione fu detto dal M.R. Padre Eliseo Cappuccino.

 

       Nel pomeriggio si fece la solenne processione votiva.

 

Il Rev.mo Ordinariato con decreto 12.12.1927 autorizzò il Parroco a consacrare le due nuove campane

 

Il 13 dicembre, nella festa di S. Lucia, nella Chiesa della Patrona fu benedetta la campana che porta il nome di S. Lucia.  

Funsero da Padrini: Alessandro Soini e Giulia Armani.

 

 

                                  Tabernacolo della Madonna di Pompei.

 

Durante la guerra 1915 e 1918 Giovanni Cavagna fu Giuseppe fece un voto di costruire nella facciata della propria casa un tabernacolo in onore della Madonna.

 

Il tabernacolo è riuscito bene, ornato da una pittura su legno compensato, eseguita dal pittore romano Francesco Giustiniani.

 

 

                                                      1928

                                       

 Festa per il quarantesimo di Mons. Lodovico Eccheli, 15 luglio

 

Il Parroco si fece promotore per dare a questa fausta ricorrenza la massima solennità.

 

Alla vigilia il paese fu ornato di archi e bandiere. Dinnanzi alla porta della Chiesa il Rev.mo Festeggiato, accompagnato dal popolo, ebbe l'augurio dalle labbra del fanciullo Settimo Tita. Il Coro eseguì una grandiosa Messa a 4 voci di Rheinbergher; il Padre Alessio Bernard tenne il discorso e volle ricordare sì cara ricorrenza col pubblicare un opuscolo intitolato << per un Uomo >> dedicato a Monsignore, illustrante le sue benemerenze verso la Diocesi nei difficili tempi della lunga guerra.

 

Mi è caro ricordare, come durante il pranzo, servito in canonica, il discorso cadde sul simpatico e grazioso fanciullo che disse con tanta grazia il saluto augurale.

 

Venne tosto gettata l'idea, da tutti applaudita, di aprirgli la via al Seminario.

 

Nel 1940 ha celebrato la prima S. Messa e oggi frequenta: l'Università di Padova per diventare Professore! Quanto sono imperscrutabili le vie della Provvidenza!

 

 

                                                        1929

 

Pia Pelz ha donato la statua di S. Giuseppe e Maria Angelini di Avio la statua di S. Teresina.

 

Per non tenere i vasi sacri in sacrestia, che di notte potrebbero essere rubati, fu costruito un armadio fissato al muro nel corridoio della Canonica.

 

Venne comperato il candelabro per il cereo pasquale, che finora si appendeva, contro la regola liturgica, ad una parete del presbiterio. Esecutore Mansueto Stuffer.

 

Dallo stesso fu eseguita la corona di legno dorato che sostiene il conopeo del tabernacolo.

 

 Il 1° maggio Sua Altezza Rev.ma Mons. Celestino Endrici fece la visita pastorale che ha lasciato incancellabile memoria e soave ricordo nell'anima di tutti i Parrocchiani.

 

Le bandiere, gli archi, gli addobbi erano l'espressione dell' intima gioia di tutto il popolo, che aspettava dal suo Vescovo la parola della vita e dalle sue mani Gesù in Sacramento. Durante la Messa e la Comunione il Coro esegui musica classica.

 

Nel teatro il popolo porse al Vescovo l'omaggio della sua devozione e fu felice di udire da Lui parole di vibrante entusiasmo per raggiungere i sublimi ideali voluti dal S. Padre. Alla sera il Coro improvvisò una serenata.

 

Sua Altezza, che assisteva dalla terrazza della canonica, vide ancora un popolo fedele e buono, che acclamava.

 

   Lui con lo spirito di chi, profondamente cattolico, ama il proprio Pastore e invoca su Lui le benedizioni più elette.

 

Nel mese di luglio venne costruita nella cappella del Cimitero la nicchia per il simulacro della Madonna.

 

La spesa fu sostenuta dalla Signora Silvia degli Sforza. I due banchi furono dono dei Coniugi Italo e Maria Tranquillini.

 

Il battistero fu trasportato nel vano attiguo alla scala dell'organo. Il vano di fronte fu trasformato in cappella per riporvi la Madonna delle Grazie. (Spesa lire 1000).

 

Nel settembre Maria Eccheli fu Isacco donò un conopeo di raso bianco decorato con pittura ad olio.

 

Sul battistero fu messa la statuetta di S. Giovanni.

 

                                                             

 

                              Erezione della Parrocchia ad Arcipretale

 

                                                     (Copia della Bolla Arcivescovile)

 

                                                       NOI CELESTINO ENDRICI

                                 PER GRAZIA DI DIO E DELIA S. SEDE APOSTOLICA

                                                     VESCOVO E PRINCIPE ecc. ecc.

 

                                                         Ad  perpetuam rei memoriam.

 

E' sempre stato nostro desiderio quello di dare alle parrocchie che eccellono o per veneranda antichità o per titoli specialii qualche onorifica distinzione.

Ora avendo potuto rilevare durante la nostra Visita Pastorale dello scorso maggio che la Parrocchia di Pilcante è la più antica dei quattro Vicariati una volta appartenenti alla Diocesi di Verona, come fanno fede i registri canonici esistenti fino dall'epoca del Concilio di Trento e avendo potuto constatare de visu la bellezza architettonica della Chiesa e più ancora quale rigoglio di vita eminentemente cristiana che esiste in Pilcante e quanto questa Parrocchia seguendo l'iniziativa del proprio Pastore abbia fatto per dare alle sue Confraternite religiose e associazioni cattoliche una degna sede e sapendo di fare cosa gradita al nostro Vicario Generale che ebbe i suoi natali nella Parrocchia di Pilcante abbiamo decretato di conferire alla Chiesa Parrocchiale di Pilcante l'onorifico titolo di Arcipretale stabilendo che il Parroco pro tempore possa fregiarsi in perpetuo del titolo di Arciprete e portare le relative insegne. Nella fiducia che quest'atto di paterna Nostra benevolenza varrà a rafforzare la religiosità della popolazione di Pilcante impartiamo di cuore la benedizione al novello Arciprete che con tanta prudenza pastorale resse la Parrocchia nei difficili momenti della guerra e tuttora la governa con zelo per la causa di Dio e per le anime e per tutti i suoi figli spirituali.

 

Dato a Trento 6 luglio 1929.

 

f.to  X  CELESTINO Arcivescovo

 

 

In quest'anno venne stabilito che gli uomini dovranno occupare l'intiera bancata verso il pulpito e le donne quella opposta. In seguito a questo cambiamento vennero eliminate le sedie.

 

 

                                                        1930

 

Dal giorno che lo scrivente prese possesso della Parrocchia sentì l'urgente bisogno di decorare la Chiesa, le cui pareti cominciavano ad essere indecenti.

 

Già nel 1926, col consenso di molti Capifamiglia e di Mons. Vicario, si vendettero i damaschi, coi quali nelle solennità si coprivano le lesene, perché fatta la decorazione sarebbero riusciti inutili.

 

Il danaro ricavato fu messo a frutto e nel 1930 ammontò alla somma di lire 13.383,75

 

 

                                                 Decorazione della Chiesa

 

Il Rev.mo Ordinariato, dopo che la Commissione Diocesana di Arte Sacra ebbe preso in esame diversi progetti presentati per la decorazione, in data 20 gennaio 1927 ha scelto “quello elaborato dal pittore Agostino Aldi, come il  più intonato alla decorazione in stucchi già esistente, sia per sobrietà di linee, sia per corrispondenza di stile”. (Curia P. A. Trento n. 1624 ecc. ex 1926).

 

Il giorno 11 marzo 1930 l'impresario Pinter di Ala ha cominciato la costruzione delle impalcature per la decorazione. (Spesa lire 4000).

 

Il 30 marzo il pittore Agostino Aldi assieme ai suoi due figli Enrico e Pietro ha dato principio alla decorazione.

 

 

                                                       Nuove finestre

 

Colla decorazione della Chiesa s'imponeva la rinnovazione delle finestre, deteriorate dal tempo.

 

La Ditta Parisi di Trento approntò il disegno che fu approvato da Mons. Vicario e dal Parroco, che conclusero il contratto, compresa l'intelaiatura in ferro (esclusi i lavori di muratura) e le reti metalliche esterne di protezione, per l'importo di lire 10.526.

    

Nell'ultima settimana di luglio la decorazione fu ultimata.

 

Il Vicario Generale Mons. Lodovico Eccheli che tanto desiderava veder decorata la sua Chiesa, la poté contemplare dal Cielo, essendo morto il primo giugno 1930.

 

La festa dell'Assunzione di Maria Vergine venne inaugurata solennemente la decorazione di questa Chiesa.

 

L'opera eseguita dal pittore Agostino Aldi, rileva il buon gusto e il fine senso estetico dell'artista. L'impressione, che dà la Chiesa, è di sobrietà congiunta all'eleganza dell'ornamentazione. Niente di superfluo e niente vi manca. Le lesene decorate a chiaroscuro sono di effetto magnifico. Anche la decorazione dell'avvolto, interrotto da dieci lunette delle finestre è indovinata. Le vecchie tele della << Via Crucis >> sono fissate alle lesene con una elegante cornice di stucco, pizzicata in oro, assai bene intonata ai molti stucchi preesistenti in tutta la Chiesa.

 

Ma l'artista ha voluto sfoggiare il suo valore nel presbiterio e nell'abside, creando magnifici motivi decorativi a finto stucco che mentre danno all'ambiente una signorile eleganza, collegano gli antichi affreschi in un tutto esteticamente perfetto.

 

Anche le undici finestre della navata furono rinnovate. Le vetrate hanno nella parte centrale rulli soffiati a goccia, frastagliati da piccoli rombi, circondati da una ricca fascia decorativa a vetri colorati.

 

La festa fu resa solenne per l'intervento di Mons. Prof. Michele Lessi, dei MM. RR. Padre Guardiano di Ala, Marco Trentini e del Rev.mo Padre Eliseo, Provinciale, che tenne il discorso d'occasione.

 

Il Coro eseguì la Messa << Sacra Sindone >> di Mitterer. Dopo i Vespri venne fatta la  processione col simulacro della Madonna delle Grazie, per la quale s'è costruito un elegante altarino di fronte al battistero.

 

Questa festa suggella la lunga aspettazione di dare a questa chiesa, tanto classica nelle sue lince architettoniche,una condegna decorazione, che simboleggi lo spirito di questo popolo fedele alla pietà dei suoi avi, che hanno costruito questo bel tempio a testimonio perenne della loro fede.

 

                                           Resoconto delle spese per la decorazione

 

Al pittore Agostino Aldi

Lire

        16.200

A Pinter Santo per costruzione ponti

Lire

          4.000

Altare Madonna delle Grazie

Lire

          3.630

Per due acquasantieri in marmo

Lire

          1.000

Vetro per nicchia della Madonna

Lire

             105

A Santo Pinter per lavori vari

Lire

             194

Per porta e contro porta

Lire

             680

Installazione luce elettrica

Lire

             324

Per i canali del tetto

Lire

             360

Riduzione del pulpito e vari lavori

Lire

             646

Riparata corona del padiglione

Lire

             582

Per lavori da muratore

Lire

             560

Per striscie e fermagli altare maggiore

Lire

             115

Forniture varie e manovalanze

Lire

             390

                                                                                            TOTALE  Lire  28.786

 

                                           Resoconto entrate pro decorazione

 

Fondo costituito dalla vendita damaschi

Lire

        13.383

Offerte dei Parrocchiani e bozzoli

Lire

          1.320

Offerta da Monsignor Eccheli

Lire

          3.000

Offerta da Pia Pelz

Lire

           483

Indennizzi di guerra per la campagna

Lire

          10.600

                                                                                            TOTALE  Lire  28.786

 

                                          Resoconto per la spesa delle finestre

 

Alla ditta Parisi per vetri, telai in ferro e reti di protezione

Lire

        10.526

Trasporto delle stesse da Trento

Lire

          116

Ai muratori e manovali

Lire

          426

Per costo e alloggio ai montatori

Lire

           100

                                                                                            TOTALE  Lire  11.168

 

                                         Questa spesa venne coperta colle seguenti offerte:

 

Famiglia Cooperativa di Pilcante

Lire

        1.000

Cassa rurale di Pilcante

Lire

          1.000

Signora Silvia degli Sforza

Lire

          2.350

Confraternita del Santissimo

Lire

          1.070

Signor Cesare Brusco

Lire

             970

Signor Giacomo Sega

Lire

             820

Signor Italo Tranquillini

Lire

             820

Signorina Pia Pelz

Lire

             820

Signor Luigi Cavagna fu Beniamino

Lire

             500

Sig.ri Eccheli Domenico – Cavagna Germano

Lire

             500

n. 23 Ferrovieri della Parrocchia

Lire

             715

Per offerte varie

Lire

             603

                                                                                            TOTALE  Lire  11.168

 

 

                                                  Tabernacoli rinnovati

 

La pietà dei nostri avi aveva eretto in paese e in campagna vari tabernacoli, che l'inesorabile corso del tempo aveva ridotto in uno stato deplorevole.

 

La Signora Silvia degli Sforza volle restaurare il tabernacolo al << Casarino >>coll'affidare al pittore Aldi l'esecuzione di un affresco. Così sulla strada che conduce a Chizzola, quel tabernacolo invita il viandante a soffermarsi alquanto per rivolgere un'Ave alla « Madre della Divina Provvidenza >> e un saluto al vago Bambino, che sorridente par che dica << sperate>>.

 

Il Signor Giacomo Sega e figli provvidero pure al restauro del tabernacolo, eretto dai loro nonni vicino alla fontana di « Piazzola,col far rinfrescare le figure preesistenti.

 

In cima al paese stava un tabernacolo da tempo diroccato; a questo rivolse la sua attenzione il Signor Cesare Brusco, che volle un affresco rappresentante S. Rita da Cascia,colla pietosa intenzione, che il popolo della sua patria praticasse la devozione a questa Taumaturga.

 

 

 

                                                        1932

 

                                      Nozze d'Argento Sacerdotali

 

La domenica 17 luglio il M. R. Don Alessandro Tita, emerito Decano di Ala, ha celebrato il suo 25.mo anniversario di sacerdozio nella sua nativa Parrocchia.

 

Ricevuto festosamente dalla popolazione, che aveva adornato le vie con archi e iscrizioni, fu salutato da una bambina, sua nipote, alla porta della Chiesa e dal Coro col canto dell` << Ecce Sacerdos >>.

 

Al Vangelo della Messa solenne il Festeggiato parlò, rievocando la sua prima Messa, celebrata a quello stesso altare e deplorando che nello spazio di questi 25 anni, nessun sacerdote novello avesse rallegrato questa vetusta Parrocchia di primizie sacerdotali.

 

Per cui egli intendeva offrire il divin Sacrificio, in sì fausta ricorrenza , affinché il Signore si degnasse suscitare novelle vocazioni nel suo paese natio.

 

La festa fu rallegrata da molti sacerdoti e amici.

 

Ne i poveri furono dimenticati: Trentatré famiglie godettero le elargizioni della carità cristiana, dimostrando ancora una volta, che il sacerdote ovunque passa, passa facendo del bene.

 

                                                                           DON ALESSANDRO TITA

                                                      NATO A PILCANTE IL 21 FEBBRAIO 1885

                                                     ORDINATO SACERDOTE IL 29 GIUGNO 1907

                                                                       FU COOPERATORE A MORI

                                                                 CURATO A VARIGNANO D'ARCO

                                                                     ARCIPRETE DECANO DI ALA

                                                   BENEFICIATO « CESCHINI ~ A VARONE DI RIVA

                                                                    OVE MORI' IL 2 MAGGIO 1937.

 

                                                                   

 

                                                                      1934

 

Dal 24 ottobre al 2 novembre furono tenute le sante Missioni dai Rev. Padri Cappuccini: Padre Carlo e Padre Lino.

 

Per evitare che un'eventuale caduta dei contrappesi dell'orologio apportasse gravi disgrazie, venne posto un grosso assito, sostenuto da potrelle di ferro, in fondo al campanile.

 

 

                                                                      1936

 

Fu comperato un ferro elettrico per cuocere le ostie, dalla Ditta Elèktra di Bregenz. (Lire 556).

 

 

                                                        Origine del Presepio

 

Il M. R. Padre Alessio Bernard, desideroso che la nostra Chiesa avesse il Presepio, regalò all'Arciprete artistiche statuette scolpite in legno. Si rese necessario un degno ambiente, perciò si fecero pitturare dal Signor Aldi le tele che fanno degna cornice e sfondo al Presepio. (Spesa totale Lire 405).

 

Levina Dossi ha donato un conopeo di seta lavorato con colori ad olio. Un altro conopeo pitturato su seta verde fu donato da Gisella Tita. Un terzo conopeo, finemente ricamato, fu donato da Giuseppina Fracchetti.

 

Nel settembre, la facciata della Cappella del Cimitero venne innalzata e nel suo centro fu eretto un piccolo campanile, la cui campanella saluta l'arrivo delle salme. (Lire 315).

 

 

                                                     Rifusione delle campane

 

Il 30 agosto 1936, mentre la campana maggiore dava il segno dell' << Angelus >>, perdette lo squillo, per una fessura apertasi in prossimità al punto percosso dal battaglio.

 

L'Arciprete il 13 settembre radunò i capi famiglia per discutere in merito alla rifusione della campana.

 

Con sua gradita sorpresa apprese che fra parecchi era sorta l'idea di far rifondere anche le altre tre, con migliore intonazione, e coll' aggiunta di un'altra campana per completare il concerto.

 

Nonostante che in quel tempo le circostanze finanziarie fossero assai tristi, si passò alla nomina di un Comitato coll' incarico di ammonire offerte per coprire le spese.

 

Il Comitato, conosciuto che la spesa per la nuova campana sarebbe di Lire 2700, decise di trovare 10 persone le quali offrendo Lire 270 per ciascuna, coprissero la spesa. Per titolo di riconoscenza, a questi benefattori sarebbe stato affidato l'incarico onorifico di fungere da padrini alla solenne consacrazione delle cinque nuove campane.

 

 

Le persone benefattrici le seguenti: Gamberoni Pietro ‑Gamberoni Giulia ‑ Dott. Andrea Amerio ‑ Ispett. Ilario Dossi ‑Tranquillini Italo ‑ Pia Pelò‑ Sega Giacomo ‑ Cesare Brusco ‑Cavagna Antonio ‑ Bertoletti Bortolo.

 

Il lavoro di fusione, con tutti gli annessi, venne affidato alla Ditta Luigi Cavadini e Figlio di Verona.

 

Le vecchie campane furono levate il 12 e 13 ottobre e condotte alla stazione per l'inoltro a Verona.

 

Il Comitato riconobbe la necessità di rifare in ferro il castello sostegno delle campane, perché il vecchio era guasto.

 

Il P. A. Ordinariato con decreto n. 1762 amm. in data 20 ottobre 1936 ha approvato il lavoro e il piano finanziario.

 

Il giorno 27 ottobre le campane vennero fuse e il 10 novembre furono trasportate assieme alle nuove ruote di ferro, con i ceppi rinnovati e le putrelle per erigere il castello.

 

Le campane furono appese su apposito telaio davanti al presbiterioper essere il giorno seguente consacrate.

 

 

       Sulle stesse un grande cartello segnava il loro nome:

 

                                Campana in fa     Kg. 533 ‑ S. Martino

                                Campana in sol    Kg. 381 - S.Maria

                                Campana in la      Kg. 276 ‑ S. Giuseppe

                                Campana in sib    Kg. 225 ‑ S. Pietro

                                Campana in do     Kg. 158 ‑ S. Antonio

 

Oltre i 10 Padrini altri 110 benefattori cooperarono ad ammanire la somma necessaria.

 

Ma se i loro nomi colle relative offerte stanno scritti negli atti dell'archivio parrocchiale, Iddio giusto rimuneratore, li ha scritti a caratteri d'oro nel libro della loro vita.

 

 

                                               Consacrazione delle nuove campane

 

Nella festa patronale di S. Martino, 11 novembre, S. A. il Principe Arcivescovo Mons. Celestino Endrici, aderendo all'invito dell'Arciprete, si è degnato di onorare il paese intervenendo per la consacrazione delle nuove campane.

 

L'annuncio, che Sua Altezza Rev.ma sarebbe venuto fra noi, invase di entusiasmo tutto il paese, che con gioia si accinse a preparare all'amatissimo Presule degna accoglienza.

 

Archi, iscrizioni, bandiere, muri tappezzati di motivi inneggianti all'Arcivescovo, già alla vigilia preannunciarono la grande festa, che resterà incancellabile nell'anima della popolazione.

 

Giunto Sua Altezza alle 9.45, ossequiato dall'Arciprete, dal Decano di Ala, dal Podestà e dal Corpo docente venne salutato con vibranti evviva dalla popolazione e con canti del Coro.

 

Alla Messa solenne, cantata dal concittadino Don Alessandro Tita, il Coro eseguì la II Pontificalis di Perosi.

 

Al Vangelo l'Arcivescovo commosso rivolse ai fedeli un elogio pei sacrifici sostenuti per il nuovo concerto e svolse con bellissimi concetti la svariata missione della campana, esortando i fedeli a voler sempre ascoltare in essa la voce di Dio.

 

Nel pomeriggio si svolse la suggestiva funzione della consacrazione delle cinque campane, che nei giorni seguenti fecero udire la loro voce dal magnifico nostro campanile.

 

 

                                          Prospetto della spesa per le nuove campane

 

Le quattro vecchie campane pesavano Kg. 1196

detratto il 5 per cento per fusione         Kg.     60

                                         rimangono      Kg. 1134

 

Aggiunta di bronzo nuovo Kg.439 a lire 9

Lire

        3.951

Telaio in ferro per sostegno campane

Lire

          1.000

Per n.5 ruote in ferro

Lire

          450

Per n.2 inceppature nuove e riparate altre

Lire

          400

Per 2 nuovi battagli

Lire

             80

Una tastiera per fare campanò

Lire

             350

Ferramenta ecc. per il martello delle ore

Lire

             90

Riduzione di tre battagli vecchi

Lire

             45

Per n.3 cinghioni

Lire

             50

Per n.3 braghe in ferro

Lire

             24

Per n.5 bossoli in legno e 5 rulli di ghisa, rinnovazione di tutti i perni

Lire

             100

Fusione e lavorazione

Lire

3.446

Ferramenti di 3 ceppi vecchi ecc.

Lire

50

Una corda per campana maggiore

Lire

355

Spesa assicurazione operai

Lire

60

Per bollo della fattura

Lire

4

                                                                                           TOTALE  Lire  10.455

                                                                                            Abbuono  Lire       140   

                                                                                                             Lire  10.315   

 

Spese inerenti alla messa in opera falegname,

muratore, operai ecc.

Lire

815

                                                                                           TOTALE  Lire  11.130

                                                                                            Abbuono  Lire       130  

                                                                                                             Lire  11.000   

 

 

 

                                                       1937

 

                               

 

Per la Pasqua di quest'anno il Signor Cesare Brusco di qui volle donare 6candeloni, con relative bussole, per rendere decoroso l'altare maggiore nelle solennità.

 

In quest'occasione fu comperato l'armadio, che sta nell'atrio, per riporvi i sopradetti candeloni, nonché i candelieri grandi e altri vasi.

 

Il Signor Italo Tranquillini donò due candellieri dorati a tre fiamme.

 

Furono comperate due pianete, una bianca e una rossa, ambedue ricamate a macchina per il prezzo di lire 240.

 

 

                                                     1938

 

I candelieri grandi degli altari della Madonna e di S. Francesco, avendo perso la primiera argentatura erano indecenti. Furono cromati dalla Ditta Rella di Rovereto, assieme a due Crocefissi, alle tabelette per la Messa e al turibolo.

 

La spesa totale di Lire 230 venne sostenuta da Italo Tranquillini e da Levina Dossi.

 

Nel mese di ottobre il Comune ha fatto riparare la parte superiore della cupola del campanile.

 

Venne ricoperta con << balaton >> la parte piana dell'armadio in sacrestia per nascondere le molteplici scalfitture e gli sgorbi che lo deturpavano. (Lire 52).

 

 

                                                        1939

 

Il Signor Cesare Brusco ha donato una bella pianeta bianca, tutta ricamata.

 

Non essendo più conveniente usare il manto per il simulacro della Madonna delle Grazie, coi fregi d'oro dello stesso venne confezionata una nuova pianeta di lusso. Il lavoro fu eseguito gratis dalle pie Signore che lavorano presso le Monache del S. Cuore di Trento.

 

La spesa per la seta, fodera, bordure ecc. fu di Lire 260.

 

Il 7 dicembre il Comune ha fatto rimettere sui grandi vasi, che stanno in cima al campanile, 4 fiamme di pietra,in sostituzione delle vecchie corrose dal tempo.

 

Il 27 ottobre la neve aveva raggiunto 6‑8 cm. Sopravvenne una magnifica << istadella >> di S. Martino con una temperatura mite fino al 22 novembre.

 

Il giorno 11 novembre, festa di S. Martino, fu aperto un vaso della fortuna pro Chiesa, che ha fruttato Lire 920. Con questo importo furono comperati oggetti di biancheria dei quali la Chiesa aveva urgente bisogno.

 

In conformità alle recenti istruzioni della S. Sede per la sicurezza dei tabernacoli del Santissimo, il 23 dicembre fu messa in opera la nuova porticina del tabernacolo, assieme al pavimento dello stesso, ricoperto di lamina dorata. L'opera fu eseguita dai Fratelli Rella di Rovereto.

 

       La spesa totale fu di Lire 930.

 

Furono cromate pure 6 lampade per evitare il loro deperimento ogni qual volta venivano lucidate. Lire 220.

 

Anche 8 porta palme vennero cromate e lavorate in modo da potersi usare come vasi per fiori naturali.

 

Altri piccoli lavori e cromature per una spesa di L. 550. La spesa totale di Lire 1700 venne coperte così: la Chiesa Lire 500; le altre 1150 con offerte della popolazione, parte in oggetti d'oro e parte in danaro.

 

Gesù sparga le sue benedizioni su tutti i benefattori.

 

 

                                      Primizie Sacerdotali

                                            31 marzo 1940

 

La prima Messa di Don Settimo Tita fece rivivere nella nostra Arcipretale una delle giornate indimenticabili.

 

Il novello Sacerdote, accompagnato dal Rev.mo Mons. Decano di Ala, giunse in paese alle 9, accolto a festa da tutto il popolo, che in questa occasione seppe dimostrare la sua ammirazione per Don Settimo e la sua profonda fede nel sacerdozio.

 

Durante la Messa solenne tenne un commovente discorso Mons. Giacomo Dompieri.

 

Il Coro, forte di ben sessanta elementi, sotto la guida del suo direttore Don Arturo, esegui la Pontificale II di Perosi.

 

Al pranzo, servito in canonica, brindarono alla prosperità del Novello Sacerdote, l'Arciprete, il Decano, il Signor Podestà che ebbe parole inspirate e altri.

 

La festa chiusasi con una indovinata accademia in teatro e con un discorso di ringraziamento del novello Levita, lasciò nell'animo di tutti un incancellabile ricordo e il desiderio di veder presto altri parrocchiani salire all'Altare, resi angeli propiziatori per il paese.

 

Tra i doni offerti al Neomista dagli amici figurava una bella bicicletta acquistata con offerte raccolte fra tutta la popolazione.

 

In quest'anno furono comperati a prezzo d'occasione un piviale bianco di seta ricamato, due stole, un velo umerale e una pianeta verde pure ricamata. (Lire 500).

 

Dalle rev. Suore di Ala fu rinnovato il baldacchino grande della Confraternita del Santissimo. (Lire 422).

 

La Confraternita, sezione femminile, fece pure riparare il baldacchino piccolo. (Lire 120).

 

 

                                    La festa. dell'Arciprete

                                        15 settembre 1940

 

Si volle festeggiare il 40.mo di Sacerdozio e il 25.mo di cura d'anime a Pilcante dell'Arciprete Don Arturo Angelini.

                                  

 

Organizzata da un Comitato, di cui fu animatore Don Settimo Tita, la festa fu preceduta da un triduo eucaristico e aperta da una comunione generale, distribuita dal Festeggiato.

 

Alle ore 10 tutta la popolazione accompagnò il suo amatissimo Arciprete dalla Canonica alla porta della Chiesa, dove uno scolaro con parole toccanti suscitò: la commozione di tutti i presenti. Tenne il discorso il M. R. Padre Alessio Bernard.

 

Il Coro parrocchiale fondato e istruito dal Festeggiato, che lo considera la creatura più cara del suo cuore, eseguì felicemente la Pontificale II di Perosi.

 

Il pranzo fu rallegrato dalla presenza dei cinque fratelli del Festeggiato, del Rev.mo Decano di Ala, di Monsignor Giacomo Dompieri, di Don Settimo Tita, del Signor Podestà, del Dottor Andrea Amerio, dell'amico Comm. Ettore Bianchi, del M.R. Padre Alessio Bernard e delle persone più distinte del paese, che promossero la celebrazione di sì fausta ricorrenza.

 

Molti i discorsi, molti i brindisi e i cordiali auguri << ad multos annos >>.

 

Alla sera in teatro, al termine della riuscitissima accademia, il Presidente del Comitato chiuse il suo commovente discorso con queste parole:

 

<< Abbiamo bisogno delle vostre cure, delle vostre sollecitudini. Abbiamo bisogno specialmente del vostro amore, di quel grande amore che avete sempre dimostrato di portarci. Quale pegno di perenne affetto, e per ricordare questo fausto giorno a nome di tutto il popolo qui radunato attorno al Padre, vi presento questo ricordo che rappresenta e segna la vostra diligenza, segna la precisione del vostro agire, segna la precisione e la eguaglianza del vostro amore per tutte le pecorelle a voi affidate. Questo ricordo porta incise le vostre fauste e gloriose  date: 1900‑1940 1915‑1940.

 Questo orologio ha pure attaccata una piccola catena, simbolo ed espressione del legame di amore e di riconoscenza che ci congiunge a vicenda e vincola noi a voi e voi a noi.

 Vogliate gradire l'espressione dei nostri cuori sinceri  e purificati stamane nel SS. Sacramento dell'Altare >>.

 

Il Coro, con generoso pensiero, ha offerto all'Arciprete una grande e bella fotografia del suo fondatore e direttore.

 

La riuscita accademia fu chiusa con commosso ringraziamento dell'Arciprete che vide in questa festa una sintesi meravigliosa del diletto suo popolo.

 

 

                                                      1941

 

Fu comperato un reliquiario per sostituirlo a quello esistente ceduto alla Chiesa di S. Lucia.(Lire 220).

 

Per riporre il Santissimo dopo la Messa del Giovedì Santo, fu comperato un tabernacolo costruito dagli Artigianelli di Trento. (Lire 400).

 

Il 30 ottobre s'è scatenata una bufera di vento e neve.

 

Venne installata la luce elettrica nella Chiesa di S. Lucia e nella canonica. (Lire 450).

 

 

                                                       1942

 

Come risulta dalla << Cronachetta >> di P. Dossi,pag. 27 e seg., nell'anno 1737, i nostri Avi, sotto la sapiente guida del Parroco Don Paolo Salvetti, diedero principio alla costruzione della nuova Chiesa che fu ultimata nel 1742.

 

Per celebrare questo secondo centenario si è pensato di eseguire il seguente progetto.

 

Nell'anno 1912 (cfr. Cronaca pag. 41), la Ditta Vegezzi-Bossi di Torino elaborò il progetto di trasportare l'organo, che stava di fronte al pulpito, in fondo alla Chiesa, sulla cantoria allo scopo costruita. Del vecchio organo fu conservato il classico ripieno, per il quale fu costruito un mantice con pressione adatta allo stesso. I registri vennero quasi tutti rinnovati. L'organo tanto nella meccanica tubolare, quanto nella fonica, ha confermato la celebrità della Ditta.

 

Ma la ristrettezza della cantoria non permise mai al Coro di eseguire musica assieme all'accompagnamento d all'organo.

 

L'organo quindi per trent'anni non venendo suonato che raramente, fu soggetto a inesorabile deperimento e pressoché inutile al servizio liturgico.

 

L'Arciprete escogitò un progetto che fu approvato dalla Rev.ma Curia Arcivescovile.

 

Questo progetto consisteva nel collocare un piccolo organo in coro, dietro l'altar maggiore, destinato ad accompagnare il canto. Tale organo a meccanica elettrica sarebbe stato congiunto a quello in fondo alla Chiesa in modo da formare collo stesso un organo unico, suddiviso in due corpi di fonti sonore e collegate all'unica consolle che sta in coro.

 

La Ditta, mossa da giusto criterio, considerando che il materiale elettrico che avrebbe dovuto acquistare per la congiunzione era materiale autarchico, senza i requisiti necessari per garantire la perfezione del lavoro, consigliò di protrarre la ideata congiunzione al dopo guerra, quando sarebbe stato possibile usare materiale perfetto, limitando perciò l'attuazione del progetto alla sola costruzione dell'organo in coro.

 

La Ditta Balbiani‑Vegezzi‑Bossi di Milano presentò il progetto per la costruzione dell'organo in coro, con una spesa di lire 45.000.

 

Per il rincaro avvenuto nel 1942‑43, venne aggiunto un aumento del 20 per cento, in base alle condizioni generali del contratto stipulato il 23 aprile 1942.

 

La magnifica consolle contiene già tutti i bottoncini anche per i registri dell'organo in fondo alla Chiesa, e tutta la struttura elettrica per l'attacco del cavo di congiunzione.

 

Nel primo manuale vi sono i registri:       Principale—Bordone—Ottava.

 

Nel secondo manuale:    Flauto—Viola—Coro celeste.

     

Nel pedale il Subbasso.

 

Ad ogni registro è applicata la ottava bassa e alta. Sei bottoni luminosi servono per le variazioni.

 

Tutto l'organo è espressivo.

 

Il motoventilatore è silenzioso.

 

La dinamo servirà anche per la trasformazione a elettrico dell'organo vecchio.

 

L'organo venne collaudato dal Prof. Don Attilio Bormiolli il 13 luglio 1943, e fu dichiarato ottimo sotto ogni aspetto.

 

                                             Elenco dei Benefattori

 

Angelini Don Arturo

Angelini Arturo di Avio

Angelini Dott. Arturo di Giulio

Angelini Arrigo di Dro

Angelini Prof. Bruno di Dro                                     

Angelini Ing. Giulio di Dro                                        

Angelini Italo di Dro

Angelini Tito‑Valerio di Avio                                      

Amerio Dottor Andrea

Ardielli Luigi

Ass. Gruppo Donne di A. C.

Ass. Gruppo Giovani di A. C.

Bertè Valentino

Bianchi Ettore di Dro

Bertoletti Bortolo

Cavagna Albino (bedòl)

Cavagna Altino fu Domenico

Cavagna Aldo di l'Enrico

Cavagna Alinea di Giuseppe

Cavagna Angela di Giuseppe

Cavagna Antonio di Amadio

Cavagna Francesco di Enrico

Cavagna GianBattista

Cavagna Giovanni fu Giuseppe

Cavagna Giuseppe (bedòl)

Cavagna Giuseppe fu Domenico

Cavagna Luigi fu Beniamino

Cavagna Maria fu Beniamino

Cavagna Maria ved. Fu Giuseppe

Cavagna Ottorino di Giovanni

Cavagna Placido

Cavagna Pierina ved. Mattei

Cavagna Quinto

Cavagna Remigio

Caponi Dott. Federico

Cassa Rurale di Ala

Cavallini Gen. Conte Vittorio

Confratelli del Santissimo

Consorelle del Santissimo

Dossi Ilario

Dossi Levina

Dossi Silvino

Dossi Remo

Depetris Guido

Eccheli Apolinare

Eccheli Benedetto

Eccheli Bortolo e Beniamino

Eccheli Elena

Eccheli Emilio

Eccheli Gino di Silvio

Eccheli Giacomo fu Pietro

Eccheli Gregorio

Eccheli Linda ved. fu Arturo

Eccheli Lodovico

Eccheli Isidoro

Eccheli Margherita

Eccheli Maria fu Isacco

Eccheli Mario fu Isacco

Eccheli Rodolfo

Eccheli Raffaela

Famiglia Cooperativa

Fazzi Giuseppe

Gallo Monsignor Angelo

Gamberoni Giuseppe

Gamberoni Pietro

Lotti Elsa

Martinelli G. Battista di Ala

Montecatini –Mori

Morandini Francesco ‑ Ala

Mutinelli Aldo

Mtltinelli Dario

Mutinelli Giovanni

Mutinelli Giuseppina

Mutinelli Lorenzo

Mutinelli Mario

Mutinelli Silvio

Paissan Rosina

Pelz Pia

Peroni Beniamino

Peroni Enrico

Peroni Giuseppe

Peroni Pietro

Peroni Vedova Rosa

Pinter Giovanni e Silvio

Riolfatti Guido e Enrico ‑ Villa Lagarina

Roncari Fratelli

Saiani Amelia

Saiani Giuseppe fu Cesare

Saiani Luciano

Saiani Luigi fu Antonio

Saiani Virginio

Sartorazzi Giuseppe

Sega Agostino di Giacomo

Sega Angelina

Sega Alessandro

Sega Emanuele – Milano

Sega Emanuele di Giuseppe

Sega Giacomo

Soini Fratelli

Tita Clemente

Tita Ferdinando

Tita Luigi fu Antonio

Tita Luigi fu Isacco

Tita Luigia ved. fu Giovanni

Tita Don Settimo

Tita Mario fu Giovanni

Tognotti Augusto – Ala

Tranquillini Italo

Valentini Benvenuto

Zadra Emanuele

 

                                                   Riassunto Entrata

 

Offerte dei benefattori

Lire

        22.348

Da recite in teatro

Lire

          2.500

Per raccolta bozzoli

Lire

          880

Interessi libretto Cassa Rurale

Lire

           575

Versato a compimento dalla Chiesa

Lire

          28.786

                                                                                           TOTALE  Lire  55.090

 

                                                   Riassunto Uscita

 

Al Prof. Don Attilio Bormioli per collaudo

Lire

        80

Alla Commissione per collaudo progetto

Lire

          70

Allo scalpellino di Ala per lavori

Lire

          100

Per trasporto organo Milano-Pilcante

Lire

           1.840

Alla ditta Balbiani-Vegezzi-Bossi a saldo

Lire

          53.000

                                                                                           TOTALE  Lire  55.090

 

                                                  Fondo pro collegamento Organo

 

Elenco degli offerenti:

 

Tranquillini Vittorio

Lire

        500

Meschini Dionigio

Lire

          15

Cavagna Plinio

Lire

          15

Tita Arduino

Lire

           15

Mulinelli Nereo

Lire

          15

Sartorazzi Enzo

Lire

        15

Eccheli Egidio

Lire

          15

Mulinelli Emanuele

Lire

          50

Cavagna Francesco (torcolot)

Lire

           100

Cavagna Placido (II offerta)

Lire

          80

Eccheli Vito

Lire

        50

Tita Anneta

Lire

          50

Contributo della Chiesa

Lire

          21.463

Ardielli Luigi

Lire

           200

Don Arturo Angelici

Lire

          1.000

                                                                                           TOTALE  Lire  23.583

 

 

Quest'importo è depositato nel libretto della Cassa Rurale di Ala, n. 2179.

 

 

 

Separazione di S. Lucia, colla sua popolazione, della Parrocchia matrice di Pilcante e unione della stessa alla neoeletta Parrocchia di Chizzola

 

Sua Altezza Reverendissima Monsignor Carlo de Ferrari, previo consenso del Revmo. Capitolo della Cattedrale, dei Parroci di Pilcante, di Ala e di Mori, avendo eretto a Parrocchia, la Curazia di Chizzola, staccandola dalla Parrocchia matrice di Mori, decretò che S. Lucia, finora appartenente alla Parrocchia di Pilcante, fosse unita ecclesiasticamente alla nuova Parrocchia di Chizzola il di cui confine verso Pilcante viene definito dalla strada che taglia obliquamente il piano a circa 300 metri da S. Lucia.

 

Il decreto dato a Trento il 1 dicembre 1943 sub. n. 2582 Benef. ebbe il suo effetto il 1 gennaio 1944.

 

Questo decreto per ordine dell'Arcivescoco venne letto nelle Chiese di Mori, di Chizzola e di Pilcante.

 

 

                                                       1943

 

Nella domenica seconda di ottobre, rientrata in Chiesa la processione votiva della Madonna delle Grazie, l'Arciprete ricordò al popolo il voto emesso durante la guerra il 30 ottobre 1703, per il quale fu stabilito di fare in perpetuo questa processione per lo scampato pericolo dalle invasioni guerresche.

 

Rammentò pure il voto emesso dai Capifamiglia durante la guerra 1914‑1918 di tener e tutte le sere del mese di marzo una funzione in onore del grande Patriarca,San Giuseppe, che preservò il paese dagli orrori della guerra.

 

Interpretando poi il pensiero dei Parrocchiani, nella fiducia che S. Giuseppe li avrebbe protetti dai pericoli della presente guerra, promise solennemente, che ogni mercoledì sera si sarebbe fatta una breve funzione in onore di S. Giuseppe a perenne riconoscenza del Suo potente patrocinio.

 

 

                                                       1945

 

                              Processione votiva in onore di S. Giuseppe

                                                Giornate cruciali

 

Il 4 novembre 1944 una formazione di bombardieri, improvvisamente, ha sganciato sulla stazione di Ala e dintorni molte bombe di grosso calibro, che segnarono il principio di un'epoca dolorosissima. Il giorno 6 il bombardamento si fece più intenso e il paese fu tormentato fino al 2 maggio 1945. Più che descrivere si può immaginare la costernazione di tutta la popolazione.

 

I bombardamenti, in tutto il Comune, in questo triste periodo furono circa 190!

 

Il paese ebbe 10 case colpite in pieno con due incendi. Ben presto circa 270 persone terrorizzate emigrarono in paesi di montagna. Il resto della popolazione passava le intiere giornate e non pochi anche le notti nei rifugi intorno al paese. Gli ultimi otto giorni il paese fu infestato dai facinorosi S.S. che fra le altre brutalità commesse, scacciarono la popolazione dai rifugi che vollero per se; allora solo una quarantina di persone è rimasta in paese, mentre gli altri piangendo dovettero fuggire sui monti.

 

Non è qui il luogo d'una cronaca dettagliata, solo mi è caro notare che, nonostante le molte bombe cadute in tutta prossimità del paese, nessuna vittima e neppure un solo ferito!

 

Si può con tutta certezza asserire, che IDDIO, per intercessione della Madonna delle Grazie e di S. Giuseppe, ha prodigiosamente protetto il paese; già tutte le famiglie da tempo erano state consacrate al S. Cuore di Gesù; in questi sei mesi ogni mattina dopo la S. Messa veniva data ai presenti e ai lontani la benedizione col Santissimo, e nella Chiesa stavano esposti alla venerazione i simulacri della Madonna e di S. Giuseppe, anche a protezione della Chiesa, che ebbe solo infrante una parte delle finestre.

 

Insistenti e fiduciose preghiere salivano costantemente dalla Chiesa e dai rifugi. E non fu pregato invano!

 

La festa del  Corpus Comini , ultima domenica di maggio, fu consacrata ad una giornata di ringraziamento.

 

Il paese, che mai vide tanto sfarzo di addobbi, volle testificare la sua riconoscenza a Dio, con una S. Comunione totale. Dopo la S. Messa solenne, processione col Santissimo e nel pomeriggio processione coi simulacri della Madonna delle Grazie e di S. Giuseppe.

 

Fu una giornata memorabile di preghiere e di raccoglimento.

 

Per perpetuare la riconoscenza e la devozione a S. Giuseppe del prodigioso suo Patrocinio anche durante questa terribile guerra, fu emesso il voto di fare ogni anno il 19 marzo una solenne processione col simulacro del grande Patriarca. Il voto firmato da tutti i Capifamiglia esiste nell’Archivio Parrocchiale.

 

 

Rientrata la processione in Chiesa, Don Settimo Tita tenne un commovente discorso animando i fedeli ad essere sempre riconoscenti al Signore e devoti praticamente alla Madonna e a S. Giuseppe.

 

Fu poi cantato un solenne << Te Deum >> di ringraziamento.

 

 

                                              Dilettissimi Parrocchiani

 

Nel chiudere queste pagine dedicate a Voi, che tanto onorano la nostra pietà e il nostro zelo per la Casa di Dio, sempre a Voi unito con intenso affetto, io sento un intimo bisogno di pregarvi e scongiurarsi a non dimenticare mai il benefico e prezioso patrocinio di Maria SS. e di S. Giuseppe. Questo sentimento di gratitudine tramandatelo ai vostri figli e ai vostri nipoti, affinché come noi fummo da Loro protetti e salvati, i grandi nostri Protettori preservino le anime dal peccato, che è l'unico vero male, e mantenganoquesta cara Parrocchia nella Fede avita, feconda di opere profondamente cristiane. Bandite la bestemmia, santificate le Feste, amatevi l'un l'altro, Che Dio Vi benedica, come di tutto cuore Vi benedice il vostro

 

affezionatissimo DON ARTURO

 

Pilcante 1945.

 

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