Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

I LUOGHI DELLA MEMORIA ~ Ia parte

   

La memoria sfarina lentamente nel tempo con  i testimoni che la coltivano , il ricordo  è affidato a distratte ricorrenze, il desiderio di conoscere e approfondire  è limitato dalla tirannia dei ritmi della vita e così anche la Storia , soprattutto quella locale  sfuma,  i segni spariscono  cancellati dal rapido mutare del territorio.

 

E' quanto sta avvenendo per i ricordi e le testimonianze del Secondo Conflitto Mondiale che pure una certa eco ebbero per la cittadina di Ala, le cicatrici delle distruzioni dei pesanti bombardamenti, le modifiche apportate al territorio sono ormai quasi completamente cancellate e quelle che ancora rimangono appaiono incomprensibili e di difficile lettura per coloro che gettano magari uno sguardo distratto nel corso di una passeggiata fuori porta.

 

L'Associazione vuol fornire un contributo , modesto ma rigoroso, di quanto ancora è visibile sul territorio e risalente a quel lontano periodo, fornire qualche indicazione per comprendere, contestualizzare fatti e luoghi, aiutare a leggere le testimonianze residue nel convincimento che ogni iniziativa per quanto piccola, rivolta al Territorio e alla sua Storia, può contribuire alla conservazione della memoria e alla sua trasmissione.

 

cordialmente



La LINEA BLU : Lo Sbarramento di Ala 1945  

 

                      il RUOLO DELLA CITTA' *

 

Nella zona dove la Valle dell’Adige si appoggia al gruppo del Baldo e ai Monti Lessini, i tedeschi realizzano, a partire dal mese di agosto, lo Sbarramento di Ala, un elemento cardine e irrinunciabile della Linea Blu. Il sistema difensivo raggiunge qui la profondità di cinque chilometri e si estende per tutta la larghezza della valle che qui coincide con uno dei punti più stretti.

 

In realtà, i primi cantieri hanno hanno la loro comparsa già nel mese di marzo, ma questi sono riconducibili alla linea difensiva del piano Rommel  interpretazione della Campagna d'Italia poi sostituita da quella del Maresciallo Kesserling..

 

Nella Direttiva n. 60 Hitler menziona esplicitamente Ala e la necessità di realizzarvi un potente sbarramento fortificato. Il nucleo difensivo é ritenuto dai tedeschi importante a tal punto da dislocare in quest’area la sede di una Direzione dei lavori, la Baileitung 7 che prende il nome della località.

 

Sin dall’inizio del conflitto,  a determinare l' importanza di Ala fu sopratutto la presenza dei ponti ferroviari e stradali, punti critici della vitale via di rifornimento con la Germania,  la linea del Brennero.

 

Per i tedeschi, l' importanza della località aumenta ulteriormente nei mesi centrali del ’43 quando, approssimandosi la defezione italiana, vi stanziano in modo permanente alcune unità della Wehrmacht.

 

L' entrata in crisi del regime Fascista, determinatasi con la riunione del Gran Consiglio del 25 luglio, induce le forze armate tedesche a mettere in essere le prime misure atte a facilitare l' occupazione del suolo italiano. La dislocazione di contingenti militari nei punti più sensibili della rete viaria rientra chiaramente nelle azioni preliminari e Ala è, senza dubbio, uno dei punti critici.

 

Uno dei primi atti che sanciscono l'occupazione militare di fatto della Città è la:

 

“ Dichiarazione  con la quale il sottoscritto Comandante del Presidio di Ala dichiara che il Teatro Sociale di Ala è  stato occupato dalle truppe germaniche negli ultimi giorni di luglio al 10 ottobre 1943. Tale occupazione avviene in permanenza per il continuo susseguirsi di vari reparti e di varie armi delle Forze stesse. Detto Teatro deve essere pure tenuto anche ora a disposizione del Comando Presidio per eventuali accantonamenti di truppe»‘.

 

Questo é solo il primo atto della vicenda che coinvolge Ala: a partire da questa data, infatti, il paese e letteralmente colonizzato da una massa eterogenea di unità militari, paramilitari e di partito:  Wehrmacht, Luftwaffe, SS, Organizzazione Todt  , (Ala funge anche da punto di appoggio e sosta per i militari in trasferimento; presso le locande Ala e Corona, sono decine le unita che pernottano per un periodo limitato di tempo, il più delle volte una sola notte rafforzandone le funzioni di punto di sosta e ristoro).  Una presenza di unita militari cosi ampia necessita, per gli acquartieramenti, dell’occupazione di numerosi edifici e anche prendendo in esame le sole necessita della OT, le requisizioni di locali da destinare a deposito materiali, uffici e dormitori per il personale amministrativo e in particolare per gli operai, risulta impressionante.

 

Primo obiettivo sono i grandi fabbricati pubblici, quali il Palazzo del Municipio di Piazza San Giovanni, adibito a casermaggio ed ambulatorio,il Ginnasio e la Scuola Media di via Roma, l'Asilo infantile e un padiglione dell' Ospedale civile.

 

Vi sono poi vari edifici  privati, come la proprietà Malfatti di via Torre che è condivisa con i Pionieri (verosimilmente appartenenti al Festung Pionerstab III/16), il Palazzo di Via Umberto I°  (Ora Via Nuova n.d.r.) e quello di Piazza San Giovanni.

 

Nel solo nucleo cittadino di Ala trovano in tal modo sistemazione circa 400 uomini tra operai, funzionari e personale sanitario.

 

Neppure gli edifici dell’Arcipretura Decanale di S. Maria Assunta restano indenni dalle ondate di requisizioni effettuate a più riprese. A partire da settembre, la Todt s'impadronisce di alcuni locali dell'  Oratorio di Ala e di due case  del Santuario di San Valentino.

 

Le requisizioni sono rilevanti anche nelle frazioni di Serravalle e Chizzola; a Marani sono almeno otto le abitazioni interessate , una accoglie il comando OT, mentre la Casa Comunale è  sede del deposito della ditta Zanetti.

 

L' Edificio Zinelli di Brustolotti è requisito ad uso della ditta Wagner (non è disponibile alcuna informazione su questa azienda), in località Pozzo di Mezzo il fabbricato del Cav. Ernesto Bresadola è adibito a magazzino e dormitori per l’impresa Trolli.

 

Al Mulino Zinelli aveva sede** il comando SS e molto verosimilmente le bombe che sfiorarono il vicino Maso Moschini nel raid del 4 febbraio 1945 magnificamente rappresentato nell'ex voto visibile al Santuario di S. Valentino,  erano destinate al Mulino. Non va sottovalutata l'importanza che i Comandi Alleati attribuivano alla catena di Comando avversaria e i tentativi  e le operazioni messi in atto per  la loro eliminazione  sono alla base di quelli che ancor oggi sono classificati sotto il temine “ Errore” o “inspiegabile” (n.d.a.).

 

Secondo un elenco, redatto dall’impresa italiana Cav. Giuseppe Zanetti per conto della Bauleitung 7, le requisizioni di abitazioni, o singoli locali nella Frazione di Pilcante sono 16, mentre a Santa Lucia sono 12.

 

La necessità di baraccamenti si estende anche ai paesi vicini: per esempio un’area adibita a magazzino di attrezzature e materiali edili, è realizzata al Foro boario di Mori .

 

 

 

La linea Blu 

 

La sintesi  di un' esperienza.

 

La conduzione della Campagna d'Italia da parte dell' esercito Tedesco secondo i principi difensivi imposti dal Maresciallo Kesserling che proprio per la scelta dallo stesso battezzata  Zentimeterfront , (una difesa ostinata del territorio con ogni mezzo), era stato preferito al Feldmaresciallo Rommel al comando del Gruppo Armate C, ( destinato alla difesa del fronte meridionale di quella che avrebbe dovuto essere la “Fortezza Europa), dimostrò in maniera ampiamente e dolorosamente significativa  quante opportunità offrisse un terreno aspro,orograficamente tormentato e trasversalmente solcato  da numerosi fiumi.

 

I 22 mesi della Campagna, tanto impiegarono infatti gli Alleati per risalire la penisola , videro il prevalere della strategia difensiva anche di fronte ad un esercito ampiamente superiore per uomini , armi , logistica e mezzi.

 

Dal settembre del 1943 al giugno 1944 gli Alleati furono impegnati nelle battaglie per la Linea Gustav*** a sud di Roma all'altezza di Montecassino :

024023

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

022

 

 

 

superata questa  si scontrarono nella seconda linea difensiva : la Gotica,  davanti alla quale  rimasero inchiodati dal settembre 1944 al 25 aprile del 1945.

 

 

 

 

Chiaro che l'efficacia di una simile strategia suggerì all'alto comando tedesco l'approntamento di ulteriori successive  linee difensive   sfruttando le opportunità offerte dal saliente montuoso rappresentato dal Trentino. (Una già collaudata strategia del Gen. Conrad nel 1916).

 

Preservare sotto il controllo del Reich l'intero Nord Italia comportava la conseguente   radicalizzazione della resistenza  nel cuore delle Alpi  e la difesa ad oltranza della ferrovia del Brennero già ampiamente compromessa dall' Offensiva Aerea Alleata denominata in codice Bingo che dal giorno dei morti del 1944 al 29 aprile del 1945  (a firma dell'armistizio già firmato a Caserta) vide una serie ininterrotta di incursioni , di bombardamenti strategici  e raid tattici .

 

Al termine della Guerra la fredda efficacia delle statistiche avrebbe  elevato  Ala al secondo posto tra le città italiane per numero di incursioni. Per numero di incursioni è bene sottolineare, non per quantità di esplosivo o per numero di arei impegnati. “Solamente” un continuo ininterrotto stillicidio di incursioni di bombardamento e mitragliamento che avrebbero logorato le popolazioni e provocato un esodo verso i paesi limitrofi , in particolare Ronchi, e  altri  più lontani delle Giudicarie e del Lomaso.

 

Perchè Ala

 

Immediatamente a ridosso dell'attentato subito il 25 luglio del 1944. Hitler emanò l'ordine n. 60 con il quale dettava le direttive per l' approntamento di un sistema difensivo che interessasse il Veneto e in particolare la zona delle prealpi e la conseguente creazione di una doppia linea di difesa. Da Ala a Venezia la prima, da Belluno al capoluogo veneto la seconda.

 

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015Un restringimento significativo della valle, alcuni importanti corsi d'acqua che l' attraversavano perpendicolarmente per confluire nell'Adige, quali i Torrenti:  Ala, S. Valentino, Val Cipriana, la scarpata di S. Pietro in Bosco che sovrasta le Is'ce per  appoggiarsi al costruendo sbarramento del Canale Biffi, contrafforti  dominanti da sfruttare con opere in Caverna, rappresentavano il motivo di un afflusso così consistente di operai e soldati nella Città.

 

La stessa Città posta perpendicolarmente alla Valle, per quanto doloroso dirlo, avrebbe dovuto costituire una ulteriore barriera. Proprio così. Come avevano rivelato le drammatiche esperienze di Cassino e Ortona, le macerie di un centro urbano rappresentavano la migliore, più economica e redditizia fortificazione campale. Offrendo ripari naturali ai difensori e rendendo improponibile l'impiego di mezzi motorizzati.

 

Luciano Rizzi  

 

 

Note

*     P. Savegnago, “Le organizzazioni Todt e Pol in Provincia di Vicenza”  -   idem foto n.1

**   Testimonianze locali generiche

**Sotto il nome collettivo Gustav si identificano una succesione di linee fortificate: Linea Verde, Bernhard, Hitler) 

 

Commenti   

 
# Paolo Mondini 2013-05-28 10:51
Con riferimento all'interessante articolo mi sembra opportuno segnalare che l'amministrazione comunale ha valutato positivamente il progetto "Blaue Linie: circuito storico dell'ultima fortificazione tedesca in Italia", presentato a fine 2012 dall'estensore, Paolo Sevegnago e dall'Ass.ne Memores, per un recupero e una valorizzazione di alcune opere militari ancora presenti sul nostro territorio. L'Ass.ne Memores ha anche dato disponibilità a collaborare per i lavori di ripristino. Il progetto è modulare e potrebbe coinvolgere anche altri Comuni in ragione dello sviluppo della Linea Blu. Al fine della realizzazione si è previsto uno specifico capitolo di spesa nel bilancio 2013 e si è avanzata richiesta di contributo alla PAT (ad oggi però senza riscontro) per poter avere la copertura totale dell'intervento.
Tanto sembrava utile come prima informazione rimanendo a disposizione per eventuali ulteriori ragguagli.
Paolo Mondini
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# Massimiliano Baroni 2013-05-28 14:24
Concordo in pieno con le parole dell'Assessore Mondini.
Il progetto c'è ed è molto interessante.
Speriamo che in breve tempo inizi la fase di recupero e messa in luce.
Come Associazione, e come ho illustrato e spiegato più volte all'amico Luciano, siamo aperti a qualsiasi collaborazione ma soprattutto accogliamo chiunque voglia spendere tempo e fatica per il recupero di questi manufatti che sono unici!

Massimiliano Baroni
Presidente ass. storico culturale Memores
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# Rizzi Luciano 2013-05-28 19:25
Grazie per le informazioni messe a disposizione e per gli apprezzamenti: per quelli Istituzionali e degli "Addetti ai lavori" ; ovviamente i nostri mezzi di divulgazione sono modesti e possiamo solamente far affidamento sulla benevolenza alla lettura di quanti riusciamo a raggiungere. Muovere alla curiosità, suscitare qualche interesse può essere il primo importante avvio di un processo di divulgazione e formazione che necessita di una opportuna , particolare e studiata strategia di comunicazione dopo aver però selezionato il target di riferimento, pena il disorientamento di chi legge , guarda o ascolta.

Qualcosa in passato venne portato a compimento e quell'esperienza potrà magari essere recuperata e riproposta.
cordialmente
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# Massimiliano Baroni 2013-06-04 10:57
Caro Luciano,

speriamo che almeno questo progetto di recupero venga avviato e concluso.
Siamo un pò stufi di "tante chiacchiere" e nessun "inizio lavori".
Qui non è in ballo la gloria di qualche associazione!
Qui è in ballo il recupero della nostra storia brutta o bella che sia; è in ballo il "non dimenticare" ma soprattutto è in ballo il "trasmettere" alle nuove generazioni un patrimonio che sta andando perso per l'incuranza della gente e dei suoi amministratori.

Un abbraccio
Massimiliano
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# Edoardo Croni 2013-06-07 08:07
Sorprendente questo spaccato a me completamente sconosciuto. Il recuperare e conservare le vestigia di questa pagina scura della nostra storia, trasmettere alle nuove generazioni che abitano i luoghi le vicende ad esse correlate, significa costruire una coscienza del proprio io collettivo, condizione necessaria per un progresso civile.
Complimenti al'autore.
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