Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

16225432-pollice-in-giu-iconaIl sindaco Peroni ha negato la grazia al Cedro.

  cedro copia

Purtroppo non tutti hanno la fortuna di avere un Sindaco Andreatta che salva l'Olmo di Piazza Fiera a Trento, o un Sindaco  Morandi che preserva  gran parte di un parco a Rovereto davanti all'Ospedale,  o anche un Sindaco Borghetti che di fronte alla possibilità di salvaguardare i Platani di Vò Destro, sospende l 'avvio dei lavori.

 

Ciascuno sceglie il proprio posto   nel mondo;

a qualcuno basta una nicchia nella quale  essere ricordato. 

Le debolezze umane hanno prevalso sull'opportunità di un gesto di "magnanimità".

 

A presto la versione non edulcorata dei fatti.

dopocedro copia

 

 

Leggi Peroni sul quotidiano l'Adige

 

Commenti   

 
# Massimo 2013-05-13 10:58
E' interessante notare come siete in grado di lamentarvi del ritardo dell'inizio lavori e nello stesso tempo chiedere una rivisitazione dell'accesso al cantiere, atto con il quale probabilmente si perderebbe un bel po' di tempo. Inoltre vorrei fare una constatazione per quanto riguarda il cedro. Sono d'accordo che il tagliare una pianta così maestosa è sempre un peccato, ma è anche un peccato intestardirsi sulla questione di salvare una pianta che comunque vedrebbe le sue radici tagliate per buona parte, anche in caso di un accesso differente al cantiere. Credo sia il caso di fare anche qualche critica costruttiva ogni tanto, invece di pensare a criticare negativamente tutto e tutti.
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# Redazione 2013-05-17 20:35
Caro Massimo, è vero le due notizie quella sui lavori all'ex Collegio e quella del taglio del Cedro possono sembrare contraddittorie e se in parte lo sono è anche per la immediatezza della decisione dell'abbattimento o meglio, della tempestività della comunicazione dell' apertura del Cantiere.
Le critiche , nella fattispecie sull'ex Convitto sono rivolte alla mancanza di chiarezza circa il destino dell'immobile che ha visto in questi 14 anni due progetti radicalmente diversi e con un terzo che si sarebbe dovuto , questo si per sopravvenute esigenze e mutati obiettivi dell'Azienda Sanitaria , mettere in cantiere.
L'auspicio è che venga recuperato un bene di pregio per un impiego meritorio.
Ma probabilmente un terzo ripensamento in 14 anni avrebbe provocato qualche perplessità.
Risale al marzo del 2012 la richiesta di esaminare alternative all'abbattimento della pianta lasciando quindi un discreto lasso di tempo.
Lei ha ragione, una pianta mutilata è uno sfregio e quindi piuttosto che ridurla ad un moncone informe tanto meglio abbatterla.
Non è il taglio di una pianta che ci sconvolge la vita. Gli alberi muoiono per cause diverse, anche per necessità della collettività.
Basterebbe mantenere almeno in città un saldo paritario. Uno cade e uno si mette a dimora.
Grazie a Lei per le puntuali osservazioni.
Cordialmente la redazione
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