Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

ALA SEMPRE PIU' VERDE

 

Il sindaco Peroni ci sorprende sempre.

Delle sue iniziative arrivano voci all'opinione pubblica quando sembrano ormai in fase di concretizzazione. 

Deve ancora esporre la sua bandiera della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini sventolata in campagna elettorale.

 

La sua effervescente inventiva ci preoccupa, ma allo stesso tempo ci tranquillizza il suo continuo variar d'umore ed obiettivo.

E' evidente una notevole instabilità progettuale, un misto di libro dei sogni e di realtà economiche da accontentare, che avrà una sperabile conclusione "vorrei ma non posso", oppure, "non mi lasciano governare".

Questa volta coinvolge il territorio di Ala, il suo patrimonio boschivo, in un'operazione che, nella peggiore tradizione della gestione della cosa pubblica, manca anche di un  calcolo dettagliato costo-benefici.

Se il nostro sindaco porterà la sua operazione a concretizzarsi, assisteremo alla svendita ed alla distruzione rapida del nostro patrimonio forestale.

 

  

 

Bastano alcune considerazioni per comprendere quanto questo progetto meriti una attenta riflessione, e quindi decisioni ponderate e condivise:

 

  • la cippatura nel nostro contesto boschivo puo essere  dannosa, infruttuosa, impattante, di scarsissima utilita' per il bosco

 

  • antieconomica perchè le spese di individuazione lotti, di formazione delle squadre, dell'assegnazione  del taglio, dell'accumulo    e sminuzzamento, infine trasporto a Borgo Sacco sono antieconomici fin dal primo stadio. Il prezzo di vendita è alla consegna.

 

  • l'allestimento della viabilità è al 50% a carico dei comuni e considerato che il costo è di circa 100.000€ al chilometro si comprende come ogni ulteriore considerazione economica sia superflua aggiungendovi gli oneri e gli impatti per i piazzali di lavorazione e carico

 

  • non l'intero residuo del taglio è sempre opportuno sia recuperato e questo a salvaguardia di una diversità biologica

 

  • la tipologia dei nostri boschi, esaurito il prelievo ricco e conveniente di poche zone quali le Acque Negre non consente residuo di taglio sufficiente e pertanto il taglio stesso diventa cippato data anche l'esiguità degli arbusti

 

  • il costo franco destinazione non sarà superiore ai 2-2.5€ al quintale e quindi l'assegnazione dei lotti dovrà essere di fatto assegnata a profitto  zero  per l'amministrazione la quale dovrà peraltro assumersi gli altri oneri descritti di lavorazione, trasporto e infrastrutturale.

 

  • Il fabbisogno di legna da ardere è in crescita e il costo unitario al quintale – pianta in piedi – è stato a Brentonico di 6€. Quindi il vero vantaggio economico del comune è semmai nella vendita di lotti per uso domestico.

 

  • la percentuale ricavabile dai residui di taglio è per la tipologia descritta molto bassa – calcolata come a Brentonico molto simile a noi  - dell'8 – 10%

 

  • la risorsa boschiva verrebbe ampiamente sfruttata per 10 anni al solo scopo di produrre cippato. Una perversione in quanto si considera che si sfrutta il cippato quale residuo di precedenti e più redditizie lavorazioni, La presenza si segherie sostiene la produzione e la convenienza per il cippato. Diversamente no

 

  • non esiste nella bozza di convenzione alcuna pianificazione circa lo sfruttamento e si paventa un taglio intensivo a raso, in località non ancora individuate e che il comune dovrebbe semmai concordare  precedentemente, e suffragate da studi

 

  • una razionale programmazione circa lo sfruttamento del bosco richiede inevitabilmente strade e una conseguente antropizzazione non sostenibile e a maggior ragione  andrebbe pianificata allo scopo di conservare il patrimonio

 

  • la domanda nel comune è attualmente di 12.000 – 13.000 ( la pesa o la misura sono empiriche) in trend di crescita. Conviene quindi economicamente cedere lotti di legname ad uso commerciale se proprio deve essere fatta cassa, o incrementare con tipologie arboree diverse l'uso civico. Consideriamo il valore della pianta in bosco e monetizziamo questa ricchezza se proprio si deve fare cassa.

 

  • altri comuni hanno seguito le perplessità esistenti e non contribuisce a sciogliere i dubbi  il fatto che il termovalorizzatore di  Vallarsa  sembra sia fermo e  non siano stati pubblicizzati i costi d'esercizio. Qualche comune vende il legname a prezzo di mercato ,l'uso che ne verrà fatto è lasciato al committente. “Certo est modus in rebus”

 

  • dopo tutto ciò sembra imminente la  firma della convenzione o un protocollo o qualcosa che in qualche misura impegni il comune con la manifattura  .

 

     Questo è quanto si conosce e  si paventa

 

 

 

 

 

Commenti   

 
# Silvio 2012-08-04 18:43
Ho visto alcuni impianti per l'utilizzo del cippato prevalentemente in Alto Adige e nelle boscose valli di Fiemme e Fassa, ma mai in zone quasi esclusivamente coltivate a bosco ceduo, L'analisi economica di un eventuale sfruttamento in loco dovrebbe tener conto di tutte le variabili in essere, dalla convenienza economica all'impatto ambientale, au vasti lavori per la predisposizione della viabilità necessaria. Un azzardo
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