Testo fisso

 Per la politica dell'ambiente                                   Chi lotta può perdere,chi non lotta ha già perso! Guevara                                          

Parco ? Sostantivo o aggettivo?

 

bastie

 

 

La recente vicenda della concessione di un cospicuo contributo per l'adeguamento del Campo Tennis per l'allestimento di servizi e spogliatoi in località Parco Bastie e l'autorizzazione sia pure subordinata di disporre degli immobili insistenti sulla struttura , offre spazio per interessanti interrogativi in ordine alla gestione della cosa pubblica, della tempistica, dell'osservanza delle procedure e della sostanziale rispondenza degli interventi interessanti in bene pubblico e non ultimo dell'esistenza di una graduatoria di merito tra le molte Associazioni.

 

Dunque in ordine.

 

1. In data ottobre 2017 il Comune di Ala stipula una convenzione con una associazione per la concessione in comodato della struttura del campo da tennis del Parco Bastie impegnandosi a contribuire al completamento e adeguamento dell'opera definendone termini, condizioni ma non la casa più importante: quella di aprire a soggetti terzi titolari del diritto di godimento della cosa pubblica la struttura che di fatto viene a connotarsi come club privato e con finalità esclusive e riservate. Strano concetto di Parco Pubblico.

 

2.A quella data la destinazione dell'area su cui insiste il campetto è classificata Verde quindi a quale titolo e con quale sprezzo della volontà consigliare il comune stipula una convenzione su un' area che non ne possiede i requisiti ?   ma infatti

     

3. Il comune di Ala ( ammirevole una volta tanto per la tempistica) con delibera consigliare   del Marzo 2018 procede alla modifica in deroga a quanto   disposto dal PRG alla trasformazione dell'area - definiamola Campo da tennis- da spazio verde cui è contrassegnata a zona sportivo / ricreativa.

                         

4.Ricordiamo questo primo fatto: una deroga d'urgenza ad un Piano regolatore che dovrebbe essere in dirittura d'arrivo da qualche anno ma che che come una grande opera Michelangiolesca necessita di continui piccoli impercettibili ritocchi ; un PRG che dovrebbe tra l'altro   contemplare tutte le modifiche e i cambi di destinazione previsti sul territorio e dar voce alle istanze che   provengono dal  pubblico e dal privato. Un ' accelerazione che non trova un'immediata risposta ma solleva perplessità e dubbi sulla opportunità dell'intera procedura

 

5.La deliberazione di Marzo trasforma la destinazione da verde pubblico ad area sportiva con una tempistica atipica . Infatti la convenzione di assegnazione della struttura è già stata stipulata ( pur con tutti i se....ma.... nell'eventualità ecc. ecc.)

 

Il consigliere Marasca interviene su FB (o tempora..) e risponde più o meno testualmente che l'associazione si è mossa in autonomia per ottenere un congruo contributo (i tempi erano favorevoli) per la copertura del campo tennis. Contributo che non copriva interamente le spese per servizi e spogliatoi .

Inoltre , aggiungiamo noi, non disponeva dei requisiti urbanistici necessari.

Un merito quindi quello dell' Associazione a detta del consigliere di aver agito tempestivamente con lungimiranza e sempre noi con una buona dote di preveggenza vista l'aleatorietà della procedura che ancora doveva attuarsi.

Comunque i requisiti sono stati ripristinati con la deliberazione consigliare di cui sopra   . Quindi....

 

Un'associazione avanza richieste . Sottoscrive convenzioni ( anche se tutto sub judice dei futuri adempimenti)   pur in carenza dei requisiti urbanistici e senza la certezza di disporre degli stanziamenti indispensabili .

 

Condizioni entrambe che solo l'amministrazione comunale avrebbe potuto concedere ma soprattutto, e questo è a nostro avviso la ferita alla democrazia , senza conoscere la decisione del Consiglio Comunale circa il cambio di destinazione . E' pur vero che nella complicata e quasi contorta convenzione vengono con frequenza citate le parole “deroga” - “Proroga” e sul piano formale   tutti conoscono la perversa malizia della burocrazia e hanno avuto un confronto con la sottile interpretazione di un sinonimo e/o il valore di un genere all' interno della frase.

 

La vicenda è di metodo, di trasparenza di rispetto per la città, è in ultima analisi , politica e quindi esula leggermente anche dalle notevoli prerogative dell'esecutivo.

 

Politica significa considerare altri soggetti significa considerare paritetici tutti gli organismi associativi e non, significa   rendere a tutti gli effetti pubblica la struttura.

Va benissimo il tennis, nulla di personale ma l' oggetto del contendere è   l' utilizzazione del bene anche da parte di soggetti terzi per altre iniziative . Suona pleonastico e quasi offensivo dover ribadire tali concetti.

 

 

Considerazione.

 

Quale ente, privato, associazione, progetta, richiede e si espone presumibilmente anche con spese per la realizzazione di un qualcosa su di un' area priva dei requisiti di base? ( ribadiamo con tutte le precauzioni e le subordinate della convenzione).

 

Quale Ammistrazione stravolge la tempistica e scavalca le prerogative degli Organi Comunali stipulando prima una convenzione (subordinata, vincolata, dipendente da, in attesa di, ….) e stanziando subito dopo in bilancio una somma che avrebbe potuto rivelarsi inutile?

 

Tutti adempimenti , apposta si chiama procedura, devono esser conseguenti e successivi gli uni con gli altri secondo una logica elementare. Io non posso disporre di un bene prima che il comune non ne abbia cambiato la destinazione d'uso e ogni atto per quante volte contenga le parole deroga e proroga è viziato “ in nuce” . Rimangono sempre attive le forme alternative delle assicurazioni verbali, promesse.

 

A quale titolo la PAT assegna il contributo? Il campo era ancora zona verde, non esisteva alcun atto dell'amministrazione che ne avesse cambiato la destinazione o fosse rivolto in quella direzione? Lo stanziamento comunale dava per scontate troppe cose e la procedura si è mossa dando per acquisiti troppi fattori.

 

A nostro avviso questo avrebbe dovuto essere la procedura.

  1. l'associazione chiede la disponibilità del comune per una convenzione e il comune valuta l'opportunità anche nell'ambito del PRG per riconvertire una zona verde in area sportiva
  2. Il comune valutata positivamente l ' opportunità, riprogettata l'area sentiti tutti gli interessati, predispone la modifica e stanzia quelli che ritiene le coperture finanziarie, non prima comunque di aver predisposto una convenzione per una gestione con ricadute sulla collettività evitando il vulnus di una parcellizzazione privatistica del bene pubblico
  3. Il consiglio Comunale delibera la modifica del PRG
  4. l'associazione avanza richiesta di contributo alla PAT la quale avrebbe commesso un clamoroso arbitrio concedendo un contributo prima di averne verificata la legittimità della fonte cioè della destinazione .
  5. Comune e associazione procedono con la ripartizione egli oneri, delle competenze, con la definizione dei ruoli e della funzione sociale del bene che rimane comunque pubblico
  6. si stipula una convenzione e si da corso all'opera.

 

Ricordiamo che nella fase attuale il Parco Bastie è sottoposto ad una frammentazione arbitraria, slegata da un progetto complessivo, sulla base di singole individuali richieste e quindi senza alcuna pianificazione che tenga conto della molteplicità dei soggetti che godono della struttura.

In mancanza di un progetto complessivo che il pudore e il buon senso non dovrebbe identificare nello studio dell' Università recentemente presentato , spacciando per progetto complessivo un' insieme di banalità.

Ma questo può ancora essere tollerato.

Quello che deve rientrare nell'alveo della buona amministrazione e nel rispetto degli impegni assunti è l'attivazione della partecipazione per conoscere il destino del parco.

 

 

Proporremo all'associazione Pensionati di richiedere l'assegnazione di uno spazio loro dedicato, il contributo per la costruzione di una casetta per ripararsi, magari un architetto comprensivo potrebbe progettare una zona d'ombra e una viabilità dedicata. Cosa lo impedirebbe? Il piano dell' Università ? Improbabile vista la considerazione che ne viene attribuita dalla stessa Amministrazione che la usa come riempimento di una serata e giustificare la spesa di 5.500 €.

 

Quante altre richieste d'uso settoriale del parco esistono? Quanti altri impegni verbali sono stati assunti? Quale destino è riservato alla parte terminale del parco? Magari un campo di calcetto? Un parcheggio? E quale il destino del prato? Una pista per biker? Troppi i dubbi, derivanti dalle perplessità di una gestione troppo individualistica

 

E i Castelletti? Al macero come quello della Despar?

Difficile questa volta perchè su quello DESPAR l'intervento demolitorio si sosteneva sulla proprietà privata dello stesso. Questo non vale per i beni pubblici, gli interventi sui quali sono subordinati a verifica e forse anche a vincolo e sicuramente ad opposizione . Spetta al comune attivare questa verifica. Quindi i colpi di mano e le interpretazioni ad hoc questa volta sarebbero fragili.

 

Una vicenda che non può essere zittita dalla solita noncuranza e disimpegno ma richiede l'intervento di soggetti terzi per chiarire aspetti che appaiono illogici e desueti. Non tutto può essere sempre accettato e subito senza almeno chiedere chiarezza e pretendere qualche giustificazione.

 

Ancora una volta confidiamo nella sensibilità e nell' attenzione dei Consiglieri per informare, approfondire, chiedere, ma non vogliamo dar lezioni a nessuno.

 

la redazione

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